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Il nuovo dei JUDAS PRIEST rischia di essere carino

20 maggio 2014

Perché i Judas Priest continuano a chiamare ‘kids’ i loro fan nonostante l’80% di loro abbia più di 40 anni?

Giusto, dovrebbero chiamarli ‘vecchi scorreggioni’ (scambio tra due utenti di Blabbermouth).

judas-priest-2012

Redeemer of Souls continua a promettere discretamente. March of the damned, seconda anteprima di quello che sarà il sedicesimo (e primo senza KK Downing) album dei Judas Priest, è pure più convincente della title-track, della quale vi aveva parlato Roberto a suo tempo. Anch’essa accostabile stilisticamente all’epoca di Defenders of the Faith, la canzone è un classico mid tempo nello stile della band, con un riff semplice semplice ma solido e roccioso, un bell’assolo e Halford che continua (giustamente) a evitare di strafare. A fine ascolto, ti viene voglia di rimetterla su, il che è un buon segnale. Tra un paio di mesi scopriremo se varrà lo stesso per tutto il disco.

2 commenti leave one →
  1. Dr. Phibes permalink
    20 maggio 2014 12:18

    grandissimi sempre vivi !

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  2. fredrik permalink
    20 maggio 2014 21:53

    da quel che ho sentito, garba parecchio. e la copertina pure, tutto pare profumare di painkiller.
    ps: non ve la pigliate, ma un po’ di sano metallo ci stava, dopo tre articoli di musica da strafattoni :-)

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