Vacanze a Cortona

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Avete più di 18 anni? Ok, andate a questo indirizzo e guardatevi l’ultimo video porcellone degli Attila.

Fatto?

Qualcuno di voi avrà visto l’ultimo film di Sorrentino, immagino. A coloro i quali, con grande senso della decenza e rispetto verso se stessi, se ne sono tenuti a debita distanza, consiglio quantomeno di vedersi il trailer. Giusto per l’economia di questo post. Comunque tanto vi basterà per immaginare a cosa ci siamo trovati di fronte noi poveri ignari inconsapevolmente trascinati verso questo deserto di idee dalle nostre ragazze, il giorno che lo spettacolo serale de Il Grande Gatsby fu annullato.

Il film di Sorrentino inizia con una scena lunghissima, tipo venti minuti che sembrano 200, dove si vede una marea di gentaglia che balla una canzone orribile. Della canzone orribile ne parleremo a breve. Ora immaginatevi la scena, siamo su una terrazza della Roma bene: vecchi rincoglioniti dalla pelle cedevole, fenomeni da baraccone iniettati di botulino, coatti, penosissime grassone con le panze ondeggianti a ritmo dance, nani, ballerine e puttanone, tutti allegramente strafatti di coca che dimenano i loro corpaccioni con questa orribile canzone di sottofondo. Tutto questo dura la bellezza di circa 20 minuti, dicevo, ma in quei 20 minuti ti viene da compiere atti di automutilazione e ti faresti anche tu una busta di coca se ne avessi sotto mano. 

Per fortuna questo strazio finisce ed inizia il vero film che per certi aspetti sarebbe anche peggio tranne per il fatto che la smettono di rimandare in loop quella orripilante canzone. La canzone in questione è un vecchio pezzo di Raffaella Carrà rifatta in versione da discoteca da un tale francese che si chiama Bob Sinclar. Che poi ho scoperto che sto tizio ha partecipato pure a filmacci di Natale tipo Vacanze a Cortina e robe del genere. Sicuramente è miliardario e solo io non lo conoscevo. Che poi fu lo stesso Sorrentino a dire che il film era un’accozzaglia di appunti sparsi presi nel corso del tempo e incollati alla cazzo, aggiungo io, in un unico film il cui protagonista si chiama Jep Gambardella (la prestazione di Servillo è stata l’unica cosa che mi ha tenuto seduto fino alla fine). C’è gente, tanta gente, che ha detto che questo film è la massima espressione del cinema italiano. Se la pensate così, scusate, toglietemi pure dalle vostre amicizie di facebook.

Quando ho visto il video degli Attila a me è venuta in mente La Grande Bellezza. Poi ho tentato un esperimento che consiglio di fare anche a voi: fate partire contemporaneamente i due video e guardatevi quello degli Attila con di sottofondo la musica della Carrà remixata da quel tale miliardario francese.

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