Chi di cover ferisce di cover perisce (vol. 1)

Ma avrei potuto anche intitolarlo la prima si perdona, la seconda si bastona oppure ogni bella donna pecca al naso, se non pecca al naso pecca al viso e se non pecca al viso pecca sotto la camicia, come pure mamma Cicci mi tocca, toccami Cicci che mamma non vede.

Non tutte le canzoni si chiamano War Pigs e non tutti i gruppi si chiamano Faith No More. Non sempre siamo così ben disposti ad accettare iniziative del genere. Pochi infatti sono coloro che potrebbero sopravvivere ad una manifestazione di questo tipo:

Per fortuna che il tempo è galantuomo e siamo portati a dimenticare oscenità come quella proposta dagli Amorphis ai tempi del mini Black Winter Day quando Tomi e soci riuscirono a devastare letteralmente una canzone che di per sé era incorruttibile. Questo mi portò a pensare che non sempre la cover metal è migliore dell’originale, ci sono volte in cui la cover metal non solo è molto peggio ma rasenta il ridicolo. 

Noto è il mio amore per gli Amorphis ma ‘sta cosa se la potevano sparagnare (anche se, sarò pazzo, ma più la ascolto e più comincia a piacermi e fra non molto finirò col dire che è un capolavoro). Non si può cavare sangue da una rapa, è noto anche questo, ma se l’acqua è poca e la papera non galleggia bisognerà pur trovare il modo di alzare due euro in più e allora gente come Him fa carriera grazie a performance come quest’altra qua sotto. Ma è una vittoria di Pirro se si pensa a quello che è stato capace di fare in seguito: ben poca roba purtroppo e ciò contraddice il motto secondo cui a pancia piena si dovrebbe ragionare meglio. Quanto è vero che la cover fa l’uomo ladro… Però quella di Don’t Fear the Reaper non era poi malaccio.

Perdonatemi ma Him mi sta davvero troppo sul cazzo perché riesce a rovinare sempre tutto con quei singulti che ormai non riscuotono successo nemmeno tre le ragazzine emo vergini. Per fortuna non ci sono solo i Faith No More a potersi permettere l’impossibile, perché pure gli Isis, che lo ricordiamo sono musica di menare, nell’ultima figherrima raccolta di b-side ridabiscono che anche loro si erano espressi in questi termini:

Sti cazzi, e che gli vuoi dire? Che poi non dimentichiamoci che lo stesso Ozzy fece un album intero di cover, Under Cover per l’appunto, ma Lui può tutto insomma. Una delle più belle che abbia mai ascoltato in vita mia è e resta quella di Renegades of Funk dei Afrika Bambaataa ‘performata’ dai RATM ai tempi che ogni loro espressione musicale rappresentava per me il Verbo, l’undicesimo comandamento e tutti quelli successivi.

Jam sucka! Groove sucka! Dance sucka! Eh, bei tempi. La vecchiaia è carogna, ma la gioventù fa vergogna e questi giovinotti mi fanno vergognare di essere loro coetaneo. Si chiamano Lillasyster e si sono permessi di rifare un pezzo di quello che, per me, dopo Ozzy è un totem intoccabile: Rihanna.

Maledetti, che possiate soffrire di sifilide e altri orribili dolori. Adesso ci guardiamo l’originale, cogliamo le opportune differenze e facciamo tutti penitenza. Che poi non c’è solo Rihanna a questo mondo, bisogna dare giusto spazio anche a Kylie Minogue e condannare fermamente questa versione porcata gothic horror metal di I Should Be So Lucky riproposta dai Northern Kings. Maledetti schifosi anche loro. Non c’è più rispetto per nulla. Dei ragazzotti che invece dimostrano grande rispetto per i più anziani sono gli Alien Ant Farm, che ai tempi dell’esplosione del nu metal riuscivano a tirar fuori cosine interessanti. Oggi non so cosa facciano e se siano ancora vivi, a differenza del compianto (da qualcuno sicuramente) Michael Jackson,  ma mi sembra giusto dare spazio anche a questo:

L’originale manco ve lo dico, la copia spacca e il video è simpatico. Gli AAF non sono stati gli unici a divertirsi col re del pop. Prendiamo i Raintime, gruppo power italiano, che riesce a proporre una versione di tutto rispetto di Beat It. Ma il troppo storpia e quindi chiudo qui. Però restate connessi perché ne ho raccolte di cover devastanti che risveglierebbero dal torpore anche un interdetto in perpetuo dai pubblici uffici dedito al riposo in Parlamento. Ci salutiamo con i Mondo Cane di Mike Patton e la loro commovente visione del cielo in una stanza (Charles)

Anzi no, ci salutiamo con una foto di Rihanna. Perché ogni occasione è buona per postare una foto di Rihanna, la quale è una nota adoratrice del dimonio.

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