Gli EPHEL DUATH servono l’antipasto: ‘On Death and Cosmos’

Avevamo lasciato Davide Tiso tre anni e mezzo fa, sotto contratto con la Earache, a pubblicare un disco come Through My Dog’s Eyes, seguito di quella mezza bufala del remix di Pain Necessary to Know. Da quel dì, come avviene quasi regolarmente ad ogni uscita degli Ephel Duath, tante cose sono cambiate, a partire dalla line up totalmente rivoluzionata fino alla casa discografica. L’attuale formazione ha tutti i crismi del super gruppo, con Karyn Crisis alla voce e nientepopodimeno che Steve DiGiorgio al basso, mentre rimane confermato dietro le pelli Marco Minnemann. Io, da semplice ed umile scribacchino, continuo a pensare che Piovesan fosse, per distacco, il batterista più adatto al tipo di percorso che avevano intrapreso dieci anni fa, ma tant’è.
Dicevamo del disco precedente, il famoso concept sul mondo visto da un cane, forse la rappresentazione massima dell’autoerotismo cerebrale applicato al metal, una mezz’ora di divagazioni jazzistiche e prog rock di quelle che finisci necessariamente per odiare dopo due brani o per amare tutta la vita. Mi sarei immaginato una deriva definitiva verso l’incomunicabilità assoluta, invece On Death and Cosmos riporta tutto sui binari di una normale anormalità che ormai è diventato vero marchio di fabbrica per Tiso e chiunque gli giri intorno. Insomma, un metal (?) geniale e schizofrenico ma istituzionalizzato, imbrigliato, diventato ormai sempre più autoreferenziale tanto che, a leggere in giro, i commenti riguardano molto più i soggetti chiamati in causa che non la musica stessa. Non che le tre tracce siano poco ispirate, anzi, la voce di Karyn è assolutamente perfetta in un contesto simile e DiGiorgio è DiGiorgio (si ascolti la conclusiva Stardust Rain per ulteriori conferme), però la scintilla mi pare più una lucetta artificiale che non un fuoco vero e proprio. Ho sempre pensato che alcuni indigeribili polpettoni della letteratura e del cinema, acclamati aprioristicamente da qualsiasi critico, fossero in realtà sconosciuti ai più che li osannavano. Ecco, temo che gli Ephel Duath si stiano lentamente incamminando verso la strada della celebrazione a prescindere.

Nota a margine : fino a qualche giorno fa l’Ep era disponibile in streaming a questo indirizzo. Pare che adesso sia scaduto il periodo per l’ascolto gratuito, per cui vi toccherà aspettare il 14 agosto per poterlo acquistare ed usarlo come colonna sonora durante il falò etilico di ferragosto. (Matteo Ferri)

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