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La musica è brutta/La reunion è peggio. In uscita ‘FILMAGE: The Story of DESCENDENTS/ALL’

21 giugno 2012

Mi piaceva citare una delle più grandi band (indovinate quale) del sottobosco italiano in merito ad operazioni del genere anche se in casi come questo e analoghi mi riesce veramente difficile mantenere il rigore morale che di solito mi rende integerrimo, se non addirittura snob.

A diciassette anni mi sono visto due volte in un anno i Maiden, senza reunion non ce l’avrei mai fatta e avrei vissuto di sogni, magari pure migliori della realtà. Oggi un po’ di chiarezza credo di averla fatta e quindi -purezza interiore, fuori dai denti- senza rinnegare niente, non so se riuscirei a godermi alla stessa maniera la reunion di turno della fantastica band che quando seguivo in adolescenza erano già dieci anni che s’era sciolta. Non so, i P.I.L., per dirne una. I mitici Coroner sì, magari. Non so perché, forse è solo dato dal fatto che tengo più ad alcuni gruppi che ad altri, e qui potrebbe aprirsi tutto un ginepraio di riflessioni su quanto sono/siamo reazionari etc.

Ma coi Descendents non si scherza. Milo che mi ha insegnato a bere caffè e ad indossare gli occhialoni da miope con la disinvoltura e l’orgoglio nerd-chic che dieci anni fa non erano permessi a quelli come me, metallari peraltro. Bill, rombante batterista al servizio pure dei Black Flag. La morte di Frank Navetta. Etc.

Quando mi sono iscritto su Facebook la prima cosa che ho fatto (ignaro di cosa fossero fan page, official page e reali utenti) è stata cercare Milo e l’ho trovato. Ovviamente era una pagina gestita da un fan e me ne accorsi subito: stralci di poesia tratti dalle canzoni del punk- biologo più amato di sempre, una sfilza di tatuaggi in tributo alla band e alla mitica gimmick apparsa sulla copertina del loro primo disco.

Esce finalmente il film documentario sulle band sorelle dopo anni (almeno due) di lavorazione intensa e di raccolta del materiale fotografico e video. E’ l’era del documentario sulle controculture e questo ammazza l’intima purezza dei punk ma noi, ancora una volta, abbozziamo. Anche qua la gente non sa cosa si perde. Io per esempio ho adorato American Hardcore, mi sono emozionato con We Jam Econo e mi ha stupito Blood, Sweat & Vinyl.

Passerà un annetto come minimo fino a quando sottotitoleranno il tutto in italiano e possiamo pure sorvolare sulle date della band (riunitasi) e sulle proiezioni del film, a meno che non abbiate casa negli Stati Uniti.

Lo chiedono i Descendents e gli ALL: diffondete e aspettiamo con ansia e devozione. Qui tutto quello che dovete sapere.

3 commenti leave one →
  1. 21 giugno 2012 11:58

    I Descendents hanno rappresentato l’adolescenza forse meglio di quanto siano riusciti a fare gli Husker Du, peccato io li abbia scoperti troppo tardi.

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  2. rotaring permalink
    21 giugno 2012 13:27

    Laghetto!

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  3. Capitan Impallo permalink
    22 giugno 2012 01:11

    GRUPPO DELLA VITA

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