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Gente che mangia la soia #1

2 giugno 2011

Sono particolarmente felice di essere entrato in questo blog perché mi rendo conto solo adesso (senza troppe moine del caso) che dopo molti anni di lettura di Metal Shock e dopo altrettanti anni passati a vagheggiare un posto in una redazione di scoppiati capelloni, ora – dopo che i capelli hanno lasciato spazio ad una bella calvizie precoce (meno male che il look stropicciato degli indie boy è tornato prepotentemente in voga, sennò chissà dove sarei ora) e dopo che il purismo heavy metal si è trasformato in quel perenne mood nostalgico angosciato che ti fa alternare i Wretched agli Smiths – ebbene, solo ora posso dire di aver realizzato un piccolo sogno di nerd.
Il tempo ha lasciato che le mie passioni si trasformassero grazie a Dio in frustrazioni e viceversa. Dunque, la passione per il metal ha lasciato spazio ad un ipercriticismo che però si scioglie davanti al primo Angelwitch, e le frustrazioni per l’insufficienza del metal davanti alla fisicità dell’hardcore hanno lasciato spazio ad un amore naif per i gruppi post accaccì.

Scusate il pippone e passiamo alla rassegna.

I pazzescamente paraculi CONVERGE dopo la pubblicazione di Axe To Fall e di un singolo in vinile (entrambi seguivano il non cattivo No Heroes ed entrambi non spostano una virgola che sia una dal suono ormai reinventato dieci anni fa e più con Jane Doe) si preparano per giugno alla pubblicazione di uno split con i supremi spaccatimpani DROPDEAD, punk crustoni redivivi tornati con tutto il loro carico di hamburger alla soia a rivendicare i diritti degli animali, il rispetto per madre natura e il diritto a pubblicare dischi le cui copertine abbiamo come soggetto spazi devastati da esplosioni nucleari. Non vedo l’ora.
Certo, sono passati un po’ di anni da quando nasceva tutta una scena grind e powerviolence (o come cazzo si chiama) di Assuck, Siege, Dropdead, Disrupt etc., ma fa sempre piacere sapere che c’è ancora qualche gruppo vecchio stampo capace di rimettere in chiaro le cose tra l’altro suonando sempre lo stesso genere, e cioè un powerviolence con chitarre che richiamano lo sciaquone del cesso mixate con – boh – gatti che fanno le fusa. Se capite cosa intendo, non starete più nella pelle, come me d’altronde. 

Se n’è parlato già i giro per blog e riviste specializzate o meno, ma non vedo perchè non dovrei fare almeno un piccolo cenno alla questione del disco più bello ascoltato negli ultimi mesi assieme a qualche altra robetta. Su Bastonate potete leggerne di più e soprattutto meglio, io posso solo lontanamente immaginare il periodare ampio e fangoso di quei tipacci del blog.
Va beh, la storia è questa: gli ex-Laghetto e chissà chi altri dopo una prova autoprodotta (disponibile in scaricaggio aggratis sempre su Bastonate) catturata dal vivo al Nofest! di Torino nel 2009 e dopo un very cool split vinyl con Si Non Sedes Is (bel palindromo), tornano all’attacco con un 12” frutto dell’azione congiunta di etichette veramente indipendenti (Donnabavosa, In Limine, Sanguedischi etc.) e probabilmente tirano fuori il disco che la tradizione del post-hardcore italiano aspettava. Sono d’accordo con chi sostiene che anche il reflusso postcore della seconda metà degli anni zero, se da un lato ha buttato via un sacco di spazzatura metalcore e che sembrava dovesse replicare l’orgia del thrash-death svedese di pochi anni prima, dall’altro ha involontariamente procurato una normalizzazione ed una diffusione del desiderio di catarsi rumoristico-rumorosa anche in ambiti non hardcore. Pensiamoci: senza quel reflusso, forse persino i grandissimi High On Fire non avrebbero avuto quell’utenza così ampia presso il pubblico metal e hardcore più barbuto.
Tutto sommato, meglio così, dato che i MARNERO c’entrano ben poco con tutto questo e tantomeno con queste immersioni catartiche nei fanghi del postcore. Forse l’hanno sempre fatto ‘sto genere: appunto, tanto meglio. I brani sono ampi, caldi, rallentati eppure così piacevolmente orientati verso un amalgama melodica ben poco urticante, lontana dal classico assalto catarroso dello sludge.
I testi sono quel che sono, non anticipo nulla, pura follia. A volte sembra di trovarsi sulla nave dei Mastodon di Leviathan, ma non sarà il paragone migliore, giudicate voi andando sul loro Bandcamp (libero scaricaggio) e procurandovi lo supremo vinile. Rimando ad una rece prossima, al massimo.
Abbonàtovi.

4 commenti leave one →
  1. andrea permalink
    2 giugno 2011 12:33

    a proposito dei Disrupt: il 28 giugno allo SGA di Arese (MI) suoneranno i Karma To Burn e i Morne (ex Disrupt, Grief, Filth Of Mankind).

    vi lascio il link di fb degli eventi che organizza lo SGA se vi può interessare:

    http://www.facebook.com/event.php?eid=155835504482855&ref=ts

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  2. certaindeath permalink
    2 giugno 2011 12:37

    Eh bravo Nunzio, sono contento che in MS sia entrato un’altro bravo scribacchino.

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  3. detoune permalink
    2 giugno 2011 15:50

    madonna i disrupt!!grandi!!!

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Trackbacks

  1. I PIPPONI SUL RISPETTO E LA FAMIGLIA. Live il nuovo pezzo dei CONVERGE. « Metal Skunk

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