HAMMERFALL – Infected (Nuclear Blast)

Parliamone. Voi non sapete quanto avrei voglia io di accogliere il nuovo Hammerfall con fuochi d’artificio, striscioni alle finestre e adunate oceaniche che fanno la ola, ma parliamone. Che senso ha, esattamente, continuare a trascinarsi stancamente avanti, facendo un disco ogni due anni, sempre puntualmente peggiore del precedente, e che per di più non c’entra assolutamente nulla con i primi quattro e che –ancora peggio- non porta avanti di una virgola il discorso di recupero dell’heavy metal che si faceva prima. Non so se è colpa dei cambi di formazione, ma sinceramente non credo. Non so se è colpa della voce di Cans, che ok ti voglio bene Joacim ma che cazzo, sono passati quattordici anni e tu non sporchi la voce neanche se te lo si chiede perfavore e quel che è peggio non te la sporca neanche l’età come succede di solito, ma non credo neanche sia colpa di questo.

Più semplicemente può essere che la verve di Dronjak sia finita, ma finita da un pezzo. Non è mica tanto normale, a sti livelli. Parliamoci chiaro: non ci vuole molto a comporre un disco di heavy metal europeo quando il genere lo conosci e sai come funziona; e lui lo conosce benissimo, di sicuro meglio di me che pure passo i pomeriggi ad ascoltare i Picture, e ovviamente sa pure benissimo come funziona. Basta un riff giusto e hai scritto la canzone. Attenzione: non originale o chissà cos’altro: deve solo fare il suo dovere, pure se l’hai già sentito mille volte. Ieri ho sentito il nuovo disco di Udo. È una puttanata, ma è molto meglio di questo qua. E Udo sta in giro da trentamila anni e da un punto di vista evolutivo si è fermato al 1985, a essere generosi. In Infected le canzoni migliori sono il singolo One More Time –che è quella che nel gergo tecnico dei recensori musicali si chiama cacatina di mosca- e I Refuse, che guardacaso ha un riff potente –non originale, meraviglioso o chissà cos’altro: potente. Non ci vuole molto, no? Dia De Los Muertos sarebbe pure carina, a parte il micidiale effetto-Tierra Santa delle liriche in spagnolo, ma ha il bridge imbarazzantemente uguale a quello di Legions degli Stratovarius. Ampio velo pietoso sulla ballatona, che ormai non ho più neanche la forza di commentare.

È proprio quella stanchezza mista a fastidio che ormai assale un fan della primissima ora alla notizia di un nuovo disco degli Hammerfall. Perché sai che ti toccherà comprarlo, ascoltarlo con la sacrale attenzione che si deve a chi ti ha dato tutto quello che poteva darti quando ne avevi bisogno, e rimanere puntualmente deluso, e poi bestemmiare in modi sempre più disturbanti ottenendo così un posto ulteriormente più allo sprofondo all’inferno, un po’ più in giù di quello che ti eri guadagnato con il precedente disco. Nel video di One More Time ci sono gli zombi; e sono fatti male. Pure quelli. Ma vaffanculo, va’. (barg)

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