Avere vent’anni: DEATHSPELL OMEGA – Kenose
Dopo un capolavoro impossibile da eguagliare, i francesi provarono a rimescolare le carte ed esasperarono la loro anima più cervellotica, ormai un marchio di fabbrica.
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Dopo un capolavoro impossibile da eguagliare, i francesi provarono a rimescolare le carte ed esasperarono la loro anima più cervellotica, ormai un marchio di fabbrica.
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Un maelstrom fangoso di metallo black ed epico, punk, psichedelia krauta, western, ur-grunge e qualsiasi altra cosa vi venga in mente. Basta che sia putrida.
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Le atmosfere occulte degli italosvedesi Gravvård, il black sinfonico dei Morcolac, i riff fulminanti degli Ancient Mastery e il doom acido dei fin troppo prolifici Incineration in the Infinite.
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Su questo disco c’è davvero poco da dire. Per cui Venturini preferisce raccontarvi di quando, da bambino, incontrò il suo idolo: Massimo Boldi.
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Un disco che sembra la playlist di un manuale di yoga scritto da un fan del black metal patinato. Un mosaico scomposto che suona troppo spesso goffo e incoerente.
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