Avere vent’anni: GRAVE – Fiendish Regression
Hanno partecipato alla creazione di un genere, poi basta. Ma gli si vuole bene lo stesso, e uno scopo ce l’hanno ancora.
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Hanno partecipato alla creazione di un genere, poi basta. Ma gli si vuole bene lo stesso, e uno scopo ce l’hanno ancora.
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Compie trent’anni un altro dei capolavori partoriti nelle foreste norvegesi in quel magico 1994.
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La conclusione della “ditch trilogy” è un album intenso e doloroso, che contribuì però a far uscire l’artista canadese dal baratro in cui era piombato.
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Un album controverso e strano, che all’epoca fu oggetto di spietate critiche per una presunta modernizzazione del suono. Di sicuro il suo concept ambientalista resta tra le cose più death metal mai concepite.
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Uno degli apici assoluti degli Iron Maiden, con i musicisti in stato di grazia e almeno quattro pezzi rimasti nella storia della musica dura. Come ciliegina sulla torta, il bellissimo concept grafico sull’Antico Egitto.
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