Splendidi quarantenni: RAZOR – Evil Invaders
Dal Canada, sempre fucina di gruppi creativi e fuori dagli schemi, arrivò un ibrido tra il thrash più feroce e lo speed più raffinato che fece subito scuola.
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Dal Canada, sempre fucina di gruppi creativi e fuori dagli schemi, arrivò un ibrido tra il thrash più feroce e lo speed più raffinato che fece subito scuola.
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Un disco alieno, che non aderisce ad alcun canone e crea un linguaggio del tutto nuovo: l’heavy metal smette di essere un derivato dell’hard rock anglosassone e diventa arte europea totale e autodeterminata.
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Un disco che fu allo stesso tempo il punto d’arrivo terminale del thrash e il primo lancinante vagito del death metal. Allora le riviste lo stroncarono e lo liquidarono come rumore senza senso. Oggi è Storia.
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Il miglior disco della reunion degli Exodus, l’esordio dei Wolfmother, Black 1 dei Sunn 0))) , Graveland, Dark Funeral, Bongzilla e altri ventennali.
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Il titolo che evoca i due capolavori degli anni ’80 fu solo una trovata pubblicitaria. Il classico buon disco medio dell’era Deris grossomodo intercambiabile con tutti gli altri.
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