Category Archives: Avere vent’anni

L’apoteosi di Dan Swanö

Negli anni ’90 Dan Swanö era il mio eroe. Dischi che portavano la sua firma – come musicista, compositore, polistrumentista, produttore, spesso e volentieri in joint-venture con sé stesso in più ruoli contemporaneamente, sorta di Brian Wilson metallaro ma senza la pazzia – uscivano a cadenza quindicinale, ed erano quasi tutti bellissimi, rivelatori, capaci di tracciare interi universi dalla complessità

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Avere vent’anni: DAN SWANÖ – Moontower

Edoardo Giardina: Per spiegare a chi per puro scherzo del destino ancora non avesse ascoltato quest’album il motivo per cui invece dovrebbe farlo immediatamente, si può dire semplicemente che Dan Swanö è sostanzialmente il demiurgo dietro a buona parte del metal migliore che la scena svedese (e non solo) abbia mai partorito. Sue sono le mani che modellarono e levigarono

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Avere vent’anni: IRON SAVIOR – Unification

Se avete presente gli Iron Savior degli ultimi anni, e se certi dischi che hanno inciso vi sono piaciuti almeno in parte, è tutto merito di Unification, vero ed unico originale dal quale Piet Sielck ha tratto ispirazione, più o meno consapevolmente, per tutti i lavori successivi. Che poi uno stronzo qualsiasi che legge potrebbe pensare “Beh, ma alla fine

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Avere vent’anni: TAAKE – Nattestid Ser Porten Vid

Nattestid Ser Porten Vid rappresenta la pietra tombale del black metal. Non in senso negativo, sia chiaro: intendo che con quest’album il black metal giunge alla fine del proprio percorso evolutivo, esaurendo la spinta propulsiva creatrice che, partita col primo vagito di A Blaze in the Northern Sky, ed avendo raggiunto coscienza di sé nel frattempo, giunge così a compimento.

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Avere vent’anni: BELLADONNA – Spells Of Fear

Gli Anthrax per il sottoscritto rimangono un mistero: sono una grandissima band di cui riconosco all’istante sound, interpreti e canzoni, ma già digerisco a fatica alcune cose presenti nei due album “finali” con Belladonna alla voce. C’erano dentro dei pezzi memorabili, anche se mi disturba che abbia fatto più storia una cover come Antisocial rispetto a tanto altro materiale originale.

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