Category Archives: Avere vent’anni

Clayman, o di quando gli IN FLAMES presero la strada per il metalcore

Il famigerato Anno Domini 2000, quello che segna l’inizio di un periodo un po’ di merda per il metal, segnò anche il destino degli In Flames, che passarono da rivelazione del death melodico svedese a, boh?, qualcosa da cui secondo me il metalcore statunitense ha preso molto. O forse viceversa? Di fatto in Clayman Anders Fridén ancora non innestava le

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Avere vent’anni: IN FLAMES – Clayman

Recentemente ha fatto molto clamore la notizia che gli In Flames risuoneranno alcuni pezzi del presente Clayman a vent’anni esatti di distanza. Operazioni del genere, purtroppo, sono sempre più frequenti e in certi casi la questione tende pericolosamente a sfiorare la blasfemia: ricordo, tra i primi esempi che mi vengono in mente, l’abominevole Still Hungry dei Twisted Sister e il

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Avere vent’anni: ISIS – Celestial

A ripensarci oggi, Celestial forse più di ogni altro disco rappresenta l’inizio della nuova era. Il 1999 aveva drenato ogni spinta propulsiva residua da ogni possibile sottogenere del metal nel corso di una lunga serie di esperimenti, quasi tutti fallimentari, portati avanti fin dai primi anni ’90 per cercare di raggiungere il livello successivo; tutta roba che adesso suona come

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Avere vent’anni: ANGEL DUST – Enlighten the Darkness

Marco Belardi: Quell’anno ebbi l’onore di ascoltare il miglior heavy metal moderno di sempre. Che si trattasse di derive del power metal o di cose completamente assorbite dagli Ottanta, pensateci bene, nel Duemila uscirono cose talmente distanti fra loro da non poterle accomunare con facilità sotto a un’unica etichetta. Eppure sempre di metal classico si trattava. I titoli voglio elencarveli

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