Bicchiere mezzo pieno: RAGE – Resurrection Day

L’ultima volta che ho scritto qualcosa a proposito dei Rage è stato un po’ di tempo fa a proposito del singolo Virginity. Scrissi che tutto sommato non era male e che valeva la pena di aspettare l’album. E ora che Resurrection Day è arrivato, possiamo dire che sia valsa la pena di aspettarlo? Ma sì, dai, anche il disco intero non è male. Certo, poteva essere migliore ma poteva anche essere molto peggiore, quindi diciamo che il bicchiere è mezzo pieno.

Lo stile ricalca un po’ quello degli ultimi tre album con il precedente chitarrista Marcos Rodriguez, solo che, laddove quelli progressivamente calavano di ispirazione (sostanzialmente The Devil Strikes Again era bellino, Seasons Of The Black meno e Wings Of Rage una mezza merdata), questo risale la china posizionandosi più o meno al livello di Seasons Of The Black, quindi con qualche pezzo bello e molti altri dimenticabili. Il merito è sicuramente di uno dei due chitarristi nuovi, Jean Bormann, che firma assieme a Peavy Wagner la maggior parte dei pezzi, tra i quali proprio quelli più riusciti, tipo Resurrection Day, The Age Of Reason o Mind Control. La migliore è però Traveling Through Time, vagamente folk (?!) e riuscita piuttosto bene.

Le restanti non sono nulla per cui scrivere a casa, A New Land parte bene ma si rovina con un ritornello da cioccolatai, Black Room ha pure una prima parte interessante ma si perde alla metà, Monetary Gods è brutta proprio e insomma avete capito. Piuttosto ben fatte le orchestrazioni e ottima anche la produzione. Insomma, di certo non un capolavoro e nemmeno un ottimo disco, però alla fine della fiera Resurrection Day per una metà si lascia ascoltare e scorre bene, cosa che per i Rage 2021 all’ennesimo cambio di formazione non era affatto scontata. Dategli un ascolto se vi piace il genere e non perdetelo se vi piacciono i Rage. (Cesare Carrozzi)

 

2 commenti

  • L’ho trovato anche io piacevole, certo ormai sono 10.000 gli album “piacevoli”.

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    • Concordo. Francamente si sta livellando un po’ tutto e faccio sempre più fatica a trovare album che escano dal mazzo in maniera chiara e sempre più trovo gli album “piacevoli”.
      Nonostante tutto ritengo che usciamo da un decennio di ristagno compositivo e questo non si prospetta molto meglio, ma lo potremo valutare tra qualche annetto…

      "Mi piace"

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