Il disco funeral doom dell’anno: LAMENT CHRIST – The Agonic Fall of Mourners

E così la torta di mele va messa fuori legge e boicottata perché è razzista.

No no, non sono mica impazzito, non sono al quarto giro di grappa e nemmeno me la sono inventata io una baggianata del genere (si può dire “baggianata” oppure è un vocabolo troppo estremo? Bisognerà informarsi), lo hanno scritto su un quotidiano inglese di nome The Guardian, o roba simile, che se uno volesse disquisire si potrebbe obiettare che con un nome siffatto dovrebbe custodire e preservare la cultura per come la conosciamo… invece no. Le mele e la canna da zucchero vengono coltivate grazie allo sfruttamento degli immigrati di colore (wow! Che nobile motivo) e quindi non è politicamente corretta. Di conseguenza, chiunque mangi una fetta di torta di mele è un reprobo da biasimare senza se e senza ma.

image

Vedete come cambiano le cose? Tu nemmeno te ne accorgi e ti trovi la nonna sfruttatrice delle masse operaie, lei povera crista che pensava di farti piacere a farti trovare una torta appena sfornata quando vai a trovarla in campagna la domenica, una torta con un profumo che avrebbe risvegliato i caduti della battaglia di Waterloo – un’idea di scenario che mi viene giusto per celebrare la commemorazione del bicentenario della dipartita di mr. Napoleone Bonaparte qualche anno dopo, chissà quanto ci staranno scrivendo sopra quei sopravvalutati dei Departure Chandelier… vabbè, divago – e invece no. Tutto sbagliato, tutto da buttare nel cesso, la nonna da denunciare alle autorità per farla marcire in galera quei pochi anni che le restano da vivere. Meno male che invece ci sono cose che non cambiano mai e non sono mai sbagliate, e una di queste è il funeral doom metal. Per lo meno, ancora no. Nessuno ci ha ancora pensato, per fortuna. In certi casi continua a piacermi parecchio, come nel caso dei Dryom di cui vi parlai tempo fa; qui siamo dall’altra parte del mondo, perché i Lament Christ sono peruviani e non russi, e sono comunque un gruppo che merita la vostra attenzione, sempre che vi piaccia un genere così particolare e dannatamente estremo.

Io li conosco perché possiedo da una vita il loro debut album in CD-R, In Ventus Est Dolor…, uscito ventidue anni fa in cassetta (e classificato come demo anche se dura 55 minuti) per poi essere ristampato nel 2004 nella versione che ho io in formato CD autoprodotto con copertina diversa. Poi il nulla, tanto per cambiare. La classica botta e via. Il gruppo secondo l’Archivio è attivo ininterrottamente dal 1994, quindi direi che è appropriato definirli veterani, eppure, a parte questo primo episodio, i ragazzi non hanno mai fatto altro fino ad aprile di quest’anno.

E così, magari degustandosi una bella fetta dell’infamante torta di mele, i nostri 6 eroi – voce, basso, chitarra, tastiere, violino e batteria – sono ritornati in sala d’incisione per dare un seguito del tutto inaspettato a quello che nel suo genere fu un gran bel pezzo di disco, oggi piuttosto raro visto che, dando un’occhiata su Discogs, ho notato che può già vantarsi di un prezzo massimo di vendita di un centinaio di euro, che per un CD è già un bel traguardo.

maxresdefault

Tra i sette brani dell’album, a parte la breve Loss che introduce il disco, la mediana So far from Paradise impostata solo su tastiere e vocals erinniche che è un canto perfetto per una cerimonia di esequie, e la conclusiva the Aonaran di appena quattro minuti (pure questa scritta per sole tastiere), i quattro pezzi principali sono altrettante marce funebri scritte con un gusto per le melodie straziate e malinconiche di raro riscontro. Il violino non è messo lì solo per fare figura, esiste a sé stante e contribuisce a conferire tristezza, disperazione e malinconia a tutti i pezzi, perché, essendo uno strumento portante, lo si apprezza in ogni momento, particolarmente quando raddoppia la traccia di chitarra solista. La chitarra svia in riff spettacolari e si abbandona a melodie disperate; è musica che fa venire i brividi e, se non siete di buon umore e magari ci sono un po’ di cose che vi stanno andando storte, questa è la colonna sonora ideale, benché da sorbire con dovuta cautela per evitare di afferrare il primo coltello che càpita e squarciarvi le arterie. Naturalmente i tempi sono lenti, ma che dico? lentissimi: The Agonic Fall of Mourners è musica di pura agonia, musica da funerale con vocals gutturali e cavernose che portano l’ascoltatore a capofitto nel mondo del buio più cupo, della tenebra più fitta, dell’angoscia più profonda. Il bello è che lo fanno con una delicatezza inusuale, come se il viaggio verso la disperazione da affrontare a viso aperto fosse un qualcosa da godersi appieno, neanche fosse una delle cose più straordinarie che possano capitare in questa vita. Menzione d’onore per la pesantissima Alone in my Dreamylands, però grandi differenze con gli altri tre brani lunghi non ce ne sono, è solo questione di gusti.

La proposta è veramente ostica, non è superfluo ribadirlo. Se ciò che chiedete alla musica sono momenti di spensieratezza, non esito a consigliarvi di scartare questo disco a priori, ma se siete curiosi e se per voi il mondo non è tutto rose e fiori, pranzi in famiglia e torte di mele della nonna (in barba ai minchioni che vogliono farvi sentire in colpa), credo che per quanto riguarda il sottogenere funeral doom il disco dell’anno sia The Agonic Fall of Mourners, lo hanno pubblicato sei ragazzi peruviani e si fanno chiamare Lament Christ. Non credo si riuscirà a fare di meglio. (Griffar)

14 commenti

  • Ho apprezzato, mi catapultano dritto nei primi ’90 visto mi ricordano parecchio i primi lavori dei My Dying Bride e per questo non li definirei strettamente funeral doom. In quel campo sto ancora aspettando che arrivi qualcosa di veramente tosto quest’anno, consigli?

    "Mi piace"

    • HellLight – Until the Silence Embraces

      "Mi piace"

      • Grazie a entrambi per le dritte, butterò un ascolto sui titoli che mi avete consigliato. Sto ancora aspettando qualcuno che riprenda l’eredità dei grandiosissimi Colosseum

        "Mi piace"

    • Usciti di recente ci sono gli Abysskult, russi, il terzo disco Phun G.Yang è un concept sulla filosofia tibetana, 80 minuti di sofferenza.
      Ci sono anche gli Ornamentos del Miedo, è un side-project del tipo dei Graveyard of Souls (ne ho parlato qui sul sito, l’ultimo è proprio un bel disco) ed il nuovo Ecos è uscito da pochissimo. Niente affatto male, mi piace di più Lament Christ però. Io in loro i My dying bride vecchi non ce li sento in quanto erano più death-doom oriented, sono gli unici due loro dischi che ho (in vinile), però oh, tante teste tante idee.
      Salute!

      "Mi piace"

      • Parlo di As the flower withers e Turn loose the swans , non so se mi ero spiegato comprensibilmente 😞

        "Mi piace"

      • Ti sei spiegato benissimo. E sì, abbiamo punti di vista diversi perché io li sento più death/doom sul riffing.
        Prova a buttare un ascolto su The Angel and the dark River e Like Gods of the Sun io mi riferivo più a questi due lavori quindi chiedo scusa io per non averli citati nello specifico.
        Cmq ripeto, ottima dritta e grazie anche per i titoli che mi hai fornito

        "Mi piace"

  • Prima che un giornale inglese usi parole melodrammatiche come boicottare deve passare una cometa a forma di pan di stelle a cavallo di un rinoceronte rosa.
    A parte questo gran bel gruppo, grazie!

    "Mi piace"

  • Personalmente anche a me sembrano più affini ai MDB degli anni ’90 piuttosto che a Skepticism, Thergothon, Mornful Congregation et similia. Però niente male, la depressione dev’essere tornata in Perù.

    "Mi piace"

  • Bel disco, in attesa del ritorno degli Shape of Despair! sulla torta di mele non so che dire… fortunatamente non vivo in Europa o in America percui tutta questa pagliacciata di inginocchiamenti e finti pentimenti collettivi per me rimane solo il simbolo di quanto i nostri popoli siano rincoglioniti.
    Dove abito io le mele le raccolgono gli abitanti del posto … e quando frequentavo il Trentino le mele le raccoglievano perlopiù studenti o immigrati balcanici. Gli immigrati africani più che altro raccoglievano pomodori e frutta in centro-sud Italia, speriamo che a nessuno venga in mente di boicottare la pizza o la caponata … scusa Griffar ma a me fa ridere già “immigrati di colore”, subito mi ricorda questa: https://www.youtube.com/watch?v=2fy_ohW8Zr0

    "Mi piace"

    • Il problema è che devi comunque cercare metafore o eufemismi assortiti. Se pensi che viene messo al bando Tom Sawyer e più alla larga Mark Twain, un libro per ragazzi che io se fossi un professore di lettere includerei nel mio programma educativo di default, perché è un capolavoro assurdo di letteratura per ragazzi si capisce dove stiamo andando a cadere. Il buonismo impera, per ora possiamo riderci su, ma fino a quando? Inutile quindi andare a cercarsi rogne causando problemi al sito a non finire, basta usare dei giri di parole. Tanto chi ha un cervello che funziona… A buon intenditor poche parole.

      "Mi piace"

    • @The Outsider:

      figurati, di nulla. In realtà quest’anno non è ancora uscito nulla di veramente significativo in ambito funeral doom. Anch’io aspetto con curiosità il nuovo Shape of Despair. Quello che ti ho segnalato lo reputo comunque un disco interessante ma ingenuo (voto 7-).
      Piuttosto: se ti piace il doom classico ti consiglio caldamente Wheel – Preserved in Time (8+). Album veramente ottimo e con un cantante di altissimo livello.
      Non mi è piaciuto troppo invece En delirium dei Grief Collector, nuovo progetto del grande Robert Lowe. Anche in questo caso album valido ma zeppo di luoghi comuni (6,5).
      Au revoir.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...