Torna l’Arioli fier sul cavallo: ENSIFERUM – Thalassic

Eccomi qui nuovamente a scrivere una recensione dopo parecchio tempo… anni ormai. Cosa mi ha spinto a lanciarmi nuovamente sulla tastiera del PC per buttare giù due righe su questo album? Beh, è presto detto: non potendo catalogare il 2020 come anno di merda (per via della nascita del mio secondogenito Nicolas) stavo cercando disperatamente un appiglio, un segno, un qualcosa che mi confermasse che qualcosa di buono questo 2020 lo ha comunque prodotto. Ed ecco allora che arriva l’ultima fatica di Petri Lindroos e compagni.

Questo ultimo Thalassic degli Ensiferum è qualcosa di magico, inaspettato, fottutamente fico, epico, vichingo, cazzone e chi più ne ha più ne metta. Non nascondo che il buon Petri è da sempre stato un mio idolo sin da quando conobbi i Norther col loro debutto Dreams of Endless War, che ancora oggi reputo un disco della madonna, ovviamente onnipresente nella mia personale playlist di tutti i tempi.

Mi ricordo che riuscii a convincere anche il buon Barg all’ascolto dei Norther e lui ancora mi ringrazia per questo (confermo tutto e confermo che questa è una delle più belle canzoni della Storia, ndbarg). I successivi album dei Norther furono per noi dei veri e propri inni di gloria che riempivano i nostri pomeriggi cazzoni da universitari… Che momenti, ragazzi ! Death Unlimited ancora oggi mi fa scendere le lacrime in tutti i sensi. Mi porta indietro a quei tempi ormai lontani e ancora mi esalta oggi come quasi vent’ anni fa.

Ma torniamo ai nostri vichinghi padrini del folk metal. Dopo alcuni album carini ma sottotono come One Man Army e Two Paths esce in questo nefasto 2020 questo bellissimo Thalassic. Al primo ascolto si nota subito il cambiamento della band, che si prende un po’ meno sul serio ed alterna il bellissimo growl di Petri ad una voce pulitissima ed altissima in pieno stile power metal del nuovo entrato Pekka Montin (seconda voce e tastiera). L’album è fantastico, e già dalla opener Rum, Women, Victory ci si fomenta subito: riff gajardi, basso e batteria incisivi come non mai e cambi di tempi veramente azzeccati. Che dire, un capolavoro già dai primi minuti.

Ma è con Run from the Crushing Tide che, a mio avviso, si raggiunge l’apice degli Ensiferum del 2020. La canzone è coatta come non mai, con il suo incipit power metal e con melodie epiche in pieno stile folk come solo loro sanno fare. L’alternanza delle due voci è grandiosa, ed il finale è la cosa piu cafona che io abbia sentito negli ultimi 5/10 anni. Per me è estasi allo stato puro. Non si può rimanere indifferenti a cotanta potenza sonora. Le fantastiche For Sirens e One with the Sea faranno la gioia di chi ama il folk metal più epico ed evocativo, così come la seguente Midsummer Magic (in pieno stile Ensiferum) e la stupenda Cold Northland che chiude un disco che mi fa letteralmente scendere le lacrime per quanto è bello.

Questo Thalassic mi piace al tal punto che ho deciso che eliminerò dalla mie amicizie tutti coloro a cui non andrà a genio. Perché nella vita va bene tutto ma bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, e questa volta Petri Lindroos e compagni hanno scritto una pagina davvero importante del viking folk metal, oltre ad aver donato 45 minuti di gioia sonora al sottoscritto e – spero – alla comunità intera. (Luca Arioli)

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