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MIDNIGHT ETERNAL, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la merda

20 febbraio 2020

Per motivi didattici (vedi Sanremetal) mi capita spesso di imbattermi in gruppi power bruttini, banali, scontati, stupidini, per certi versi insopportabili, sostanzialmente inutili, ma sono comunque rari i casi in cui queste caratteristiche, tutte insieme appassionatamente, sono portate al superlativo assoluto.

Mi è capitato, ad esempio, con gli Amaranthe (già ampiamente stroncati dal buon Trainspotting); ideale anello di congiunzione tra il melodic power europeo e Rihanna, più tossici di un bagno nell’inchiostro dell’Uniposca, più dannosi a livello cerebrale di un cocktail di droghe sintetiche mentre guardate La Pupa e il Secchione. Ma mi è capitato anche un’altra volta, di recente, anzi, solo pochi giorni fa, e i protagonisti questa volta sono stati i newyorkesi Midnight Eternal.

Un EP e un debut album eponimi (si chiamano entrambi Midnight Eternal, non sto scherzando) all’attivo tra il 2015 e il 2016, poi il cambio di nome (pare si facciano chiamare Everdawn ultimamente, ma persino Metal Archives non ne ha più notizie) e la conseguente fine. Una produzione molto stitica ma che è bastata e avanzata per dirci molto su di loro; e a tal proposito vorrei prendere in esame il videoclip di Signs of Fire, visto che è anche il loro primo “contenuto” in cui mi sono imbattuto.

Giunonica cantante con la novantatreesima di reggiseno, una specie di teatro darkeggiante a far da location, chitarre taglienti come un cuscino, tastierista che è andato a lezioni di scuola guida da Tuomas Holopainen, e fin qui tutto da copione ma… poi iniziano a cantare.

A differenza di molte sue colleghe, la nostra prosperosa frontwoman (Raine Hilai) non ha una tipica voce power femminile, alta e imperiosa, perfettamente sostituibile con altre mille uguali, no, nel suo timbro c’è qualcosa di nasale e stridulo che mi ha fatto pensare più a Paperino, ma con meno sputazzi. Diciamo un Paperino meno sputazzante misto a… contadinotta del basso Lazio che ti vende le caciotte alla Fiera del Gusto. Ecco, ora ci siamo. Potete dire quello che volete, ma una voce così è decisamente insostituibile, nel bene o nel male, e questo le fa onore.

Il ritornello, neanche a dirvelo, è la più classica lagna scopiazzata dalla sigla di qualche anime giapponese di serie B, solo con ancor meno pudore del solito e con Paperino alla voce, quindi in un’inedita collaborazione antistorica tra America e Giappone.

Che vi devo dire: da una parte siamo fortunati che i suddetti si siano fermati a un disco solo, ma dall’altra non posso nascondervi che io questa gente la stimo, anzi, l’adoro. Adoro il loro coraggio, il loro essere così (inconsapevolmente o meno) parodistici, il loro fregarsene di piacere o non piacere alla maggior parte delle persone sane di mente. Non siamo capaci? Possiedo una voce che si sposa meglio coi nomi dei comuni della Ciociaria piuttosto che con testi che parlano di ombre, fuoco e ghiaccio? Chissenefotte, suoniamo e basta, e affanculo il mondo!

Mezzanotte Eterna + Paperino, e la mia autostima sale un pochino. (Gabriele Traversa)

6 commenti leave one →
  1. weareblind permalink
    20 febbraio 2020 11:11

    Sì, ma blog di donne belle?

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  2. Gabriele Brawler permalink
    20 febbraio 2020 11:38

    Lei più che Paperino mi ricorda quei tre sorci di Alvin Superstar. Praticamente una scoiattolina con due minne esagerate

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  3. El Baluba permalink
    20 febbraio 2020 13:49

    posso dire che non è nemmeno tutto sto male…alla fine meglio loro che sono la band clone del clone dei Nightwish alla loro prima prova in saletta, che quella cover rivoltante che avete postato l’altro giorno. Non lo so, questi poveri cristi tuttosommato mi sanno di vero, e soprattutto non hanno quelle cazzo di chitarre ribbassate che ti piazzano dovunque…

    PS: Mi aggiungo anche io alla richiesta di una nuova puntata di blog di donne belle

    Piace a 1 persona

  4. 20 febbraio 2020 22:48

    Voi continuate pure con i vostri “Black Metal ist Krieg”, intanto la gnocca scorre forte in questo gruppo…

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  5. 21 febbraio 2020 00:08

    Napalm Records ist Krieg: sentitevi anche gli Amberian Dawn, che vantano persino un’apparizione di Fabio Lione (scoperta di stasera).

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  6. bombrider666 permalink
    21 febbraio 2020 08:53

    ah ah c’è pure Zakk Wylde dei poveri..comunque sì è roba da manga di serie b, dove minne esagerate ed eunuchi capelloni abbondano

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