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DODSFERD – Spitting With Hatred The Insignificance Of Life (Moribund Cult)

8 ottobre 2011

Tornano i greci Dodsferd con il sesto disco (più vari EP) in cinque anni. Spitting With Hatred The Insignificance Of Life è uscito da sei mesi ma ve ne parliamo comunque perché questo è probabilmente il loro album migliore. Dagli esordi black’n’roll all’estemporaneo esperimento depressive BM del precedente, brutto Suicide And The Rest Of Your Kind Will Follow, i Dodsferd hanno (o meglio il leader Wrath ha) saputo contrarre le varie influenze in un disco che le riassume proiettandole in avanti e dando un respiro più ampio alla stessa band. Le intuizioni degli Spite Extreme Wing di Vltra e dei Taake di Nattestid Ser Porten Vid si riaffacciano con rinnovato vigore: certo Argento e Hoest sono di un altro pianeta per personalità e coraggio, ma certi giri, certe atmosfere, certi modi di chiudere le melodie, certe strutture vengono qui rielaborate; con rispetto e reverenza, e non avrebbe potuto essere altrimenti data la natura intrinsecamente comprimaria dei Dodsferd. Allo stesso modo nelle parti più atmosferiche Wrath, ultimo di una lunghissima schiera, fa il verso al timbro vocale di Varg Vikernes e durante i momenti più sostenuti innumerevoli sono i gruppi storici che vengono alla mente.

Il BM underground attuale è concettualmente improponibile e spesso grottesco, con i suoi interpreti provenienti da posti esotici o dall’Est Europa –dove musicalmente le cose arrivano con una decina d’anni di ritardo; allo stesso modo fa un po’ senso che tra i migliori eredi della gloriosa tradizione greca (con Rotting Christ, Varathron e compagnia che reinventarono in tempo reale il suono norvegese contestualizzandolo alle proprie radici atridi) ci siano questi miserevoli copioni capaci addirittura di cambiare genere da un disco all’altro perché un proprio stile non ce l’hanno; per non parlare della insensatezza, per un gruppo greco, di avere un nome in norvegese. Però, stante la pochezza concettuale dei Dodsferd, Spitting With Hatred The Insignificance Of Life è un gran bel disco. Basterebbero in realtà tre pezzi: l’opener, The Hate Goes On, canonica e intimamente norrena, che probabilmente non sarebbe mai esistita senza il primo disco dei Taake; Praying In Vain Under The Shrine Of Your God, dodici minuti, in cui si riconosce l’influenza degli Agalloch di Pale Folklore; e il quarto d’ora dell’ultima A Pile Of Shit; The Only Hope Of Your World in cui le varie influenze si rimestano dando vita ad uno strano depressive black dai contorni stilistici incerti. Da dimenticare i pezzi centrali, legati alla prima parte della discografia e quindi ad un riffing più thrash. Manca totalmente un qualsiasi riferimento alla provenienza mediterranea della band e le stesse cose le hanno fatte, e meglio, decine di altri gruppi. Ma il disco merita. Accattatevillo. (barg)

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  1. Metalyang permalink
    9 ottobre 2011 18:37

    Bello.

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