Fartwork: le copertine fatte col culo #4

eehhrrrr, e accattate ‘sta crosta!

Stavo già per spararvi una breaking new, che di breaking non aveva nulla a causa dei miei tempi di reazione pari a quelli della tartaruga millenaria Morla di Neverending Story (non mi veniva in mente niente che potesse rendere meglio l’idea), sullo svelamento del nome dell’autore della copertina più brutta nella storia della musica contemporanea, quando veniamo a conoscenza del nuovo capolavoro che il suddetto artista ci ha testé sfornato. Un’opera di siffatta bellezza che siamo sicuri diverrà un classico intramontabile. Ebbene il nome del colpevole pare sia Tomas Holm e la copertina di cui sto parlando è quella dell’ultimo album dei Wolf. La cover del loro primo full-lenght, risalente al lontano ’99, annata d’oro per la storia dell’arte, fu oggetto di approfondita trattazione su Metal Shock, nobile ed antica rivista, non lesinando insulti e concedendole addirittura il nobel alla monnezza sul primo numero di Fartwork: le copertine fatte col culo . Fummo, ahinoi, impossibilitati a consegnare il premio nelle mani del vincitore in quanto il nome era occultato da un alone di mistero. Probabilmente il file “X”, ritenuto dai Servizi pericoloso e di sconsigliabile diffusione per ragioni di ordine pubblico, fu inevitabilmente segretato dal Ministero degli Interni svedese. Noi non vogliamo vedere complotti dappertutto e a tutti i costi e crediamo saltuariamente nella Ragion di Stato ma, dio bono, tutto questo era troppo e ci coglieva stipsi improvvisa al solo pensiero. Ovviamente la prima cosa che ho fatto è stato un giro sulla rete per capire chi cacchio fosse il tizio, almeno per trovare l’indirizzo di casa o la mail affinché gli estendessi dei personalissimi ringraziamenti, in quanto mi regala materiale per scrivere ‘ste fregnacce, nonché quelli di tutta la comunità metal italiana. Fosse che fosse sotto mentite spoglie Bjarne Thomas Holm batterista di Mercyful Fate e King Diamond e autore della copertina di Melissa? Aaah, mò si spiegano un sacco di cose…

Infatti nell’ultima schifezza, in esposizione momentaneamente qui di fianco ma presto anche al Guggenheim di New York, si nota un non so che di Don’t break the Oath, che fu pure lui a disegnare e che forse è l’unica cosa decente cha sia mai uscita dalla sua matita. Ma quest’ultimo qui, col santone sanculotto spilungone, davvero non si arriva a comprendere. Ha forse dei riferimenti troppo “defender” o troppo “old school” per la mia comprensione. Sta di fatto che è sempre meglio del pacco in bella mostra di In the Shadow of Steel e Night Stalker, due titoli che la dicono lunga sul messaggio intrinseco alle foto di copertina (e questo sarà il prossimo mistero da svelare: a chi appartiene quel pacco?).

all’ombra dell’ultimo pacco…

Oibò, shoccato ed oltremodo basito leggo però che i Wolf considerano ‘st’omo un genio, un leggendario artista, e la sua collaborazione un sogno divenuto realtà! Sentite qua: <<egli è in grado di catturare l’essenza della nostra musica e di metterla su carta>>, e che bella chiavica di essenza aggiungerei. È indubbio che Mr. Holm nel suo genere fa una spietata concorrenza ad altri artisti europei del calibro di Fragolari, Mutandari e Staccolanana. Ribadisco di non aver mai ascoltato i Wolf e che continuerò ad ignorarli bellamente nei secoli dei secoli amen, ma con un tale nome ed una copertina del genere secondo me si vuole solo esprimere un disagio. Un profondo disagio personale, umano e psicologico, che non siamo mai stati in grado di cogliere. Siamo degli ignoranti e dei bastardi, questi qui stanno male davvero. Lo volete capire si o no? Una Legions of Bastards, così si intitola l’ultimo lavoro, sì perché a detta dei Wolf stessi i metallari sono una legione di bastardi (hai capito ‘sti stronzi?). Comunque l’album, come vantano sempre loro, sarà “heavy” e financo “metal” (ma che davero?) ed uscirà il 25 aprile. Ora voglio dire una cosa, magari per gli svedesi è una data come un’altra ma per noi rappresenta il culmine del risveglio della coscienza nazionale, la liberazione dall’oppressione, quindi, italiani, facciamo che il 25 aprile da oggi in poi sia la data della vera riscossa e del riscatto morale dalle copertine orribili che funestano le nostre giornate. (Charles)

FARTWORK: le copertine fatte col culo #1

FARTWORK: le copertine fatte col culo #2

FARTWORK: le copertine fatte col culo #3

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