13 minuti di grindcore alla tedesca: FEIND –Ambulante Hirnamputation
Grind tecnico, tiratissimo e intelligentemente squinternato, una ventata di aria nuova in un circuito dove inventarsi qualcosa è sempre più difficile.
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Grind tecnico, tiratissimo e intelligentemente squinternato, una ventata di aria nuova in un circuito dove inventarsi qualcosa è sempre più difficile.
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Tre dischi black del 2024 che meritano la vostra attenzione: due italiani (Morcolac da Pavia e Taur-im-duinath da Eboli) e il ritorno degli olandesi Alburnum.
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Metal/punk dalla gelida Russia, ma rovente come un borsch irrorato da copioso cognac siberiano. E i moscoviti piazzano la bombetta speed/thrash dell’anno.
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Il ritorno di tre pesi massimi del death metal quali gli svedesi Paganizer dello zio Rogga, i francesi Loudblast, i tedeschi Defeated Sanity e il cattivissimo esordio degli italo-olandesi Deathless Void.
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Belardi non ci sta: il nuovo Opeth è un dischettino buono da sentire in sottofondo in pizzeria, e accontentarsi vorrebbe dire accettare che è praticamente tutto finito.
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