Category Archives: Avere vent’anni

Avere vent’anni: agosto 1998

ANATHEMA – Alternative 4 Charles: Non è affatto semplice confrontarsi con la complessa e costante evoluzione occorsa allo stile degli Anathema nel corso degli anni, lo diciamo spesso. Allo stesso tempo è difficilissimo rispondere alla domanda delle domande: qual è l’album migliore? Alla fine tutto il nostro chiacchiericcio sul metal ruota sempre intorno a questa banalissima domanda. Io mi sono

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Avere vent’anni: AT THE DRIVE-IN – In/Casino/Out

Tutti dobbiamo la nostra educazione musicale a qualcuno. Chi al fratello maggiore, chi all’amico dai gusti raffinati, qualcuno magari al papà con una collezioni di vinili forse un po’ datata ma comunque fornita di quelle pietre miliari su cui poi costruire una crescita autonoma e personale. Io devo ringraziare un compagno di classe che mi ha salvato dagli abissi insondabili

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Avere vent’anni: VITALIJ KUPRIJ – Extreme Measures

In realtà avrei voluto scrivere per il ventennale di High Definition, ma ahimè, è passato quel mese dell’anno scorso ed io, cimentato in chissà quale ero(t)ico ardimento, ho perso l’occasione per buttarci sopra qualche centinaio di caratteri a caso. Sappiate comunque che High Definition è il più bel disco di roba strumentale neoclassica che sia mai stato dato alle stampe,

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Avere vent’anni: OPETH – My Arms, Your Hearse

Marco Belardi: My Arms, Your Hearse è l’album degli Opeth che segna – per la prima volta, ma sfortunatamente non l’ultima – un punto di rottura enorme nei confronti del precedente lavoro in studio. È radicalmente diverso da Morningrise non solo perché nasconde la forte componente folk degli esordi, ma soprattutto per il fatto che Akerfeldt dovette mettere un punto, e

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