Category Archives: Avere vent’anni

Avere vent’anni: ANGEL DUST – Enlighten the Darkness

Marco Belardi: Quell’anno ebbi l’onore di ascoltare il miglior heavy metal moderno di sempre. Che si trattasse di derive del power metal o di cose completamente assorbite dagli Ottanta, pensateci bene, nel Duemila uscirono cose talmente distanti fra loro da non poterle accomunare con facilità sotto a un’unica etichetta. Eppure sempre di metal classico si trattava. I titoli voglio elencarveli

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Avere vent’anni: THE GATHERING – If_Then_Else

Su queste pagine ci siamo già in precedenza rivolti l’annosa domanda sull’effettivo valore dei The Gathering slegato dalla voce di Anneke van Giersbergen, ovvero: “I The Gathering (o quantomeno i loro primi album) sarebbero stati comunque così belli anche senza la voce di Anneke?”. La risposta, come detto, è assolutamente no. La riprova è già in If_Then_Else, quarto disco del

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Avere vent’anni: giugno 2000

NOVEMBRE – Classica Edoardo Giardina: Classica è il primo album veramente compiuto dei Novembre. Se da una parte Wish I Could Dream It Again…, pur nella sua originalità, rimaneva adolescenziale e umorale, dall’altra Arte Novecento, nonostante fosse già più velleitario e intellettuale, mostrava comunque il fianco a qualche debolezza, come la povera prova di Carmelo Orlando al microfono e un’immensa

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Avere vent’anni: DEFTONES – White Pony

Sospeso tra frammenti, immagini e associazioni mentali libere, White Pony riesce a significare tutto senza dire realmente nulla in maniera esplicita. La sua essenza è sfuggente e il suo senso invisibile. È un’allusione a qualcosa che vuole rimanere nascosto, un suggerimento da cogliere, un sottinteso che deve essere interpretato. Una riflessione esplicita sui suoi meccanismi e significati rischia di avere

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Avere vent’anni: DEATH SS – Panic

Panic è l’unico vero spartiacque della carriera dei Death SS, e non mi riferisco alla sua essenza innovativa, all’irruzione dell’elettronica o al rapido accantonamento di quello stile oscuro e pesante che aveva caratterizzato un po’ tutto Do What Thou Wilt. Si tratta dell’ultimo loro album pensato in grande da un artista che vedeva la sua creatura sulla cresta dell’onda. Qualunque cosa

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