Disco dell’anno, anzi, del millennio: NERVOSA – Slave Machine
Un capolavoro capace di ridefinire il genere, il Master of Puppets degli anni ’20, l’anima del mondo che ti passa davanti a cavallo come Napoleone per Hegel.
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Un capolavoro capace di ridefinire il genere, il Master of Puppets degli anni ’20, l’anima del mondo che ti passa davanti a cavallo come Napoleone per Hegel.
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Il nuovo pezzo dei Cronos & Friends è una cacatina evanescente, blasfema nel riallacciarsi alle glorie passate. E i norvegesi, ormai, non si sa più se ci siano o ci facciano.
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Classico disco da sei politico che oscilla fra il carino e il totalmente trascurabile. I pezzi più veloci sembrano incisi per dovere contrattuale, quelli più lenti e oscuri due o tre cose da dire le hanno.
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Con il passaggio a Metal Blade, gli inglesi sfoderano una produzione finalmente adeguata e una libertà creativa triplicata. Il disco dura ottanta minuti ma se amate il genere non vi annoierete.
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Un album dove tutto è così spinto all’eccesso che anche le cose buone finiscono per fare schifo. Peccato perché questi ragazzi i riff li sanno scrivere.
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