Si fa presto a dire NWOTHM, i mondiali: il girone dei ripescaggi

Cambio di casacca per Marta Gabriel. Chiusa l’esperienza coi Crystal Viper, ha messo in piedi una nuova formazione, i LEATHERWITCH, “nei quali” in realtà fa tutto da sola: dal canto alla batteria, dall’attacco alla difesa della porta. Vera defender, la musicista polacca, e quindi le coordinate di First Spell sono quelle: heavy metal classico e parzialmente virato sul power. Metallo drittone e vocalizzi più Dickinson che Doro. Non resta in mente gran che, ma sicuramente qualcuno si divertirà con la cover degli Helloween in chiusura.

Gioco muscolare e sostenuto pure quello dei portoghesi TOXIKULL. Il nostro Tola, che li ha visti allo stadio, ci fa sapere che dal vivo sono una discreta forza della natura. Ma si sa che il calcio, ascoltato in cuffia, rischia di non fare lo stesso effetto. Però Turbulence (ce lo diffonde chiaramente la Dying Victims Productions) fa la sua figura. Metallo ottantiano, pelle e occhiali da sole squadrati, baffoni, galoppate tante e anche ballatone chiagnone che smorzano il ritmo e permettono di rifiatare, tra un’azione priestiana e un goal alla Accept. Affatto male. Non memorabile, ma nient’affatto male.

La bulimia ormai proverbiale della casa di Essen ci permette di assistere ad un derby tutto interno alla penisola iberica. Scendono ora in campo gli spagnoli WHIRLWIND con 1640, un vero e proprio concept sulla storia del loro Paese ai tempi della Guerra dei Trent’Anni. Solo, non pensiate di ritrovarvi immersi in un’atmosfera sospesa in un tempo andato. O meglio sì, ma non quell’epoca lì, perchè anche il metallo dei Whirlwind è rigidamente ottantiano. Ed in particolare crucco. Quindi la mente vola più sui vari Rummenigge e Klinsmann, sui vari Running Wild ed Accept. Coordinate che sicuro possono accontentare molti. Metallo fluido, nel senso del gioco, tenace e combattivo fino al novantesimo. Per chi dovesse cercarne, nessun cenno di modernità o contestualizzazione col presente.

Sarà un caso? Era di Essen anche Otto Rehhagel, l’allenatore che ha condotto inaspettatamente la Grecia a vincere i campionati europei di calcio nel 2004. Nessuna sorpresa quindi se ora la Dying Victims diffonde gli ateniesi NIGHT SPECTRE. E la crisi economica del 2009 c’entra niente, chi ama il Metallo ama la Grecia e noi, ovviamente, facciamo mica eccezione. Night Spectre, album omonimo di esordio, mostra convinzione e una buona preparazione atletica. Non moltissimo altro, purtroppo. Metallo medio, eseguito in maniera media. Qualche occasionale rimando ai suoni NWOBHM non basta a mantenere l’attenzione del pubblico sugli spalti. La Grecia può e deve fare di meglio, se vuole tornare a vincere almeno un Europeo. (Lorenzo Centini)

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