I mostri all’angolo della strada: viaggio nella musica ispirata a Lovecraft #4

LOVECRAFT, CANTERBURY E IL PROG

Dopo l’ultimo episodio dedicato agli H.P. Lovecraft, eravamo rimasti alla fine degli anni Sessanta, nel bel mezzo della psichedelia americana. Contemporaneamente in Inghilterra si stava sviluppando una nuova corrente del rock d’avanguardia nella città di Canterbury, che diede il nome allo stile musicale dei gruppi che vi fecero parte. All’interno di questa scena vi furono due dischi dove si trovano degli espliciti riferimenti a Lovecraft. Il primo fu Arzachel e venne inciso nel 1969. Il gruppo che lo compose inizialmente si chiamava Uriel ed era formato da Steve Hillage (chitarra e voce), Dave Stewart (tastiere), Clive Brooks (percussioni) e Mont Campbell (basso e voce). Nel luglio del 1968 Hillage abbandonò il gruppo per terminare i suoi studi e i membri restanti cambiarono il nome in Egg. Nel maggio del 1969 firmarono un contratto per la Decca. Gli stessi musicisti decisero di registrare il materiale degli Uriel, che però fecero uscire per un’altra etichetta, la Egg/Roulette, quindi per evitare problemi legali con la Decca cambiarono nuovamente nome in Arzachel e usarono degli pseudonimi. Se vi state chiedendo da dove venga il nome scelto dal gruppo, sappiate che Arzachel era un astronomo arabo vissuto poco dopo il 1.000 dC, a cui è stato anche dedicato un cratere lunare. Il disco omonimo resta l’unica testimonianza degli Uriel/Arzachel e, dal momento che venne pubblicato in un numero ridotto di copie, è anche diventato un raro pezzo da collezione. È stato rimasterizzato per la prima volta su CD nel 1994 dalla Drop Out e ne sono uscite altre versioni contenenti materiale aggiuntivo. Ora si trova praticamente su tutte le piattaforme di musica digitale.

La seconda canzone di Arzachel s’intitola Azathoth ed è l’unica a tema lovecraftiano. Si riferisce al demone-sultano che per la prima volta compare in due note scritte da Lovecraft nel 1919 nel suo Commonplace Book:

AZATHOH – Hideous name.

A terrible pilgrimage to seek the nighted throne of the far daemon-sultan Azathoth [un terribile pellegrinaggio alla ricerca dell’oscuro trono del remoto demone-sultano Azathoth]

Nel giugno 1922 Lovecraft iniziò a scrivere un racconto o romanzo con lo stesso titolo, che però rimase un frammento mai completato e fu pubblicato tal quale nel 1938. Passando alle opere compiute, Azathoth viene menzionato in Alla ricerca del misterioso Kadath (1927):

Viaggi del genere comportavano pericoli incalcolabili a ogni tappa, per non parlare dell’orrore finale che sciorina enigmi al di là dell’universo normale, in una dimensione preclusa perfino ai sogni; quell’amorfa abiezione, quel concentrato di caos abissale che gorgoglia blasfemità al centro dell’infinito: Azathoth, il demone-sultano che non conosce limiti e di cui nessuno osa pronunciare il nome ad alta voce, l’affamato che mastica in continuazione dentro oscure e inconcepibili caverne al di là del tempo, cullato dal battito ossessivo di tamburi sordi e dal monotono pigolio di flauti maledetti. (Traduzione di Giuseppe Lippi)

Il nome del demone-sultano viene inoltre richiamato nella raccolta di sonetti Fungi from Yuggoth (1929), nei racconti Colui che sussurrava nelle tenebre (1931), La casa delle streghe (1932), La cosa sulla soglia (1933). L’ultimo riferimento di Lovecraft ad Azathoth si trova ne L’abitatore del buio (1935), che è anche l’ultimo racconto noto scritto dall’autore.

rzchl Alcuni membri degli Uriel / Arzachel

La canzone degli Arzachel, musicalmente rimane lontana dall’orrore a malapena immaginabile descritto da Lovecraft, in quanto ha uno stile mistico, ipnotico, con una linea d’organo di ispirazione liturgica. È un modo di comporre tipico dello stile di Canterbury che, pur restando un genere poco definito, contaminava una base di psichedelia con blues, musica d’avanguardia e altre possibili influenze. La sostanziale monotonia del brano viene interrotta soltanto da un breve movimento dissonante, dove si sente anche una voce che recita alcune litanie in latino, con forte accento inglese. Nelle note del disco vengono indicate come faint latin incantations. Contrariamente alla musica ariosa e sognante, il testo riprende le cupe suggestioni cosmiche lovecrafiane:

Mindless Demon
Ruling in absolute chaos
Human minds cannot believe
Fractured rainbows
Circling deep in the darkness
Bright red trails of pain
Azathoth the Mighty
Centre of confusion
Ruler of the dead beneath the Sea of Clouds
Evil blind things
Ruling in absolute darkness
Fighting forever

(Faint Latin incantations)

Weeping, gnashing
Falling in utter confusion
Fire and chaos thrive

Arzachel è un disco che ha un interesse storico per lo sviluppo del rock psichedelico e del prog, oltre che collezionistico, data la rarità della prima edizione. Per i cultori del genere-Canterbury è un album da tenere in alta considerazione, per la qualità della musica che contiene. È da segnalare infine la suite finale, Metempsycosis, ottimo esempio di contaminazione fra musica contemporanea, psichedelia e prog.

Il secondo album della scena di Canterbury dove troviamo un omaggio a Lovecraft venne inciso quattro anni dopo ed è dei Caravan, gruppo più famoso rispetto agli Uriel / Arzachel, che esordì nel 1968 con una musica ibrida fra jazz e psichedelia. Il loro stile fu in costante evoluzione disco dopo disco, fino ad abbandonare il tipico prog di Canterbury per arrivare a un genere maggiormente melodico e internazionale.

caravanI Caravan. Sentivano il Richiamo?

L’album che ci interessa citare è For Girls who Grow Plump in the Night (1973), ove l’ultima canzone del lato A s’intitola C’thlu Thlu. Il testo non ha dei riferimenti diretti a Lovecraft, ma ha il tono di un breve racconto horror, dato che parla di qualcuno che fugge da una voce che arriva da lontano:

From the forest down below
Came a voice that cried “no”
Something seemed nearly dead
Making me feel so cold
Even the trees seemed to fear
There was something unreal
Couldn’t see very far
And the sky had gone dark

Il protagonista della canzone sembra attratto da qualcosa di indefinibile che lo opprime e lo terrorizza, proprio come lo scultore Wilcox de Il Richiamo di Cthulhu (1926). L’atmosfera del brano è a tratti macabra e spaventosa, per gli standard dell’epoca, in particolare all’inizio e nella seconda metà.

Prima di lasciare definitivamente gli anni Sessanta citiamo gli inglesi High Tide, che con i loro primi due album storici Sea Shanties (1969) e High Tide (1970) si distinsero per un rock pesante, dal suono denso e cupo, su cui spiccano i dialoghi fra la chitarra di Tony Hill e il violino elettrico di Simon House. Nelle loro canzoni non ci sono espliciti riferimenti a Lovecraft, tuttavia il gruppo ha uno stile unico e peculiare, per cui molti appassionati associano la presenza del violino al racconto La musica di Erich Zann (1921). Gli High Tide sono stati un gruppo di musicisti eccezionali, anche se non hanno mai ricevuto il riconoscimento che meritavano. Sono importanti per essere stati fra i maggiori precursori delle sonorità heavy metal e del rock progressivo degli anni Settanta, in cui ci addentreremo nel prossimo episodio. (Stefano Mazza)


DISCOGRAFIA

  • Arzachel – s/t, Egg/Roulette 1969, LP.
  • Arzachel – s/t Drop Out 1994, CD.
  • Uriel – Arzachel (Egg Archive) 2007, CD. Riedizione di Arzachel con l’aggiunta di demo inediti degli Uriel.
  • Caravan, For Girls Who Grow Plump in the Night, Deram 1973.
  • High Tide – Sea Shanties, Liberty 1969.
  • High Tide – s/t, Liberty 1970.

BIBLIO- / SITO-GRAFIA

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