70 + 80 + 90 = ASTRAL SPECTRE

Si è già parlato molte volte della recente tendenza al recupero di sonorità storiche dell’heavy metal e di quello che è stato chiamato qui NWOTHM. Oggi parliamo di un progetto nato nel 2020 che si inserisce in questo percorso, ma con una modalità del tutto particolare.

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A giudicare dal nome e dalle copertine, gli Astral Spectre parrebbero qualcosa tipo doom psichedelico di argomento astrale ed esoterico. A ben sentire c’è qualcosa anche di questo, ma la loro particolarità è un’altra: prendete un metal inciso come se fossimo nel 1981, con ancora molte influenze del decennio precedente, quindi con uno sconfinamento nel prog e una certa deriva psichedelica; aggiungiamo un organo Hammond, che sappiamo essere un anacronismo dal passato anche se dopo quarant’anni non siamo più in grado di percepirlo come tale, e che ci porta decisamente nel profondo degli anni 70; infine, mettiamoci una voce da black norvegese, diciamo che potrebbe venire dal 1992, con un leggerissimo riverbero e con accento tedesco. Anche questo è un altro anacronismo, stavolta verso il futuro, che però funziona. Ci sono anche dei fiati, per la precisione un flauto e un clarino, suonati da una tale che si fa chiamare Befana. Proprio Befana, in italiano.

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Befana: suona solo il clarinetto? No, anche il flauto.

Il musicista dietro agli Astral Spectre è un certo Tenebros, artefice del tutto, che per il momento resta nell’anonimato anche se circola una sua foto con la maglia dei Black Sabbath; il suo progetto, per usare le parole del musicista, è quello di creare una miscela di aspri vocalismi black metal della prima ondata e riff di chitarra che evocano le atmosfere uniche della NWOBHM. Ispirato al rock classico degli anni ’70, nel paesaggio sonoro si inserisce anche un organo Hammond. Traduzione letterale dalla pagina Bandcamp. 

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Tenebros ride sotto i baffi.

Un progetto del genere non può non incuriosire e, difatti, siamo qui a parlarne.

Senza preoccuparsi di fare nomi, le composizioni sono ben ispirate dagli Iron Maiden della prima epoca, molto melodiche e gradevoli da ascoltare. Se volete gli album di riferimento: Iron Maiden, Killers e The Number of the Beast. Sottolineiamo che il basso, pur non potendo essere ai livelli dello Steve Harris di quegli anni, è ben presente, quasi virtuoso ed è registrato con un buon suono nasale e con gli alti in evidenza. Per quanto riguarda l’annosa diatriba fra Paul Di’Anno e Bruce Dickinson hanno evidentemente scelto una loro strada, straniante e che ha un suo indubbio fascino. La batteria ha un suono acustico e gradevole.

Il pregio degli Astral Spectre è quello di aver saputo unire con intelligenza alcuni elementi del metal, che fino a oggi nessuno aveva pensato di unire, facendone uno stile coerente e già riconoscibile, anche se necessiterà di maturare su alcuni aspetti. Dopo i primi ascolti ci si rende infatti conto che il materiale sonoro è quasi sempre declinato verso una certa malinconia. Non che sia necessariamente un difetto, ma è che tutte le canzoni degli Astral Spectre note fino ad oggi sembrano avere questa caratteristica, il che da un lato le rende ascoltabili e accattivanti ma, al tempo stesso, rende il loro lavoro piuttosto uniforme e monocorde. Anche le ritmiche dei brani sono tutte di velocità media, non ci sono mai grosse accelerazioni o parti pesanti, insomma anche in questo ambito si mantengono molto misurati e controllati senza allontanarsi mai dal tracciato principale. Se siete letterati potreste anche definirli elegiaci; se siete musicisti vi accorgerete che usano tutte scale minori, ma senza variazioni armoniche. Potrebbe essere anche una precisa scelta stilistica di Tenebros e, difatti, sospendiamo il giudizio fino al prossimo lavoro degli Astral Spectre.

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La tecnica strumentale di Tenebros e Befana è discreta e funzionale al risultato, tuttavia è chiaro che agli Astral Spectre interessa soprattutto creare un’atmosfera ed emozionare con questo particolare accostamento di black, NWOBHM e anni Settanta. Si tratta di una proposta molto interessante, che per quanto mi riguarda si è meritata diversi ascolti. L’augurio che mi faccio è che Tenebros espanda il proprio orizzonte compositivo, ma senza esagerare, perché restano comunque un ottimo ascolto, indicatissimo per le sere di mezza estate.

Degli Astral Spectre sono disponibili un demo, The Oath is Broken (2021), e il loro primo album Phantom Nightmare, che è appena uscito in digitale e verrà pubblicato dalla Northern Silence in CD il prossimo settembre e in vinile nel 2023. (Stefano Mazza)

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