ANCIENT // NEFASTORETH // BURIAN @Traffic, Roma 08.04.2022

Una data da non perdere per ogni appassionato di black metal che si rispetti quella di stasera al Traffic, che vede protagonista Aphazel e i sui Ancient tributare l’immenso mini Trolltaar e soprattutto Svartalvheim in tutta la sua interezza, a detta di tutti (e come non essere d’accordo) il vero e unico capolavoro della band norvegese. In realtà a me è sempre piaciuto parecchio anche il successivo The Cainian Chronicle, il disco con cui scoprii gli Ancient grazie all’allucinante video di Lilith’s Embrace, all’epoca trasmesso addirittura da Mtv ad orari improponibili e facente parte della indiscussa trilogia trash dei video black metal in coabitazione con An Ode from nn Haunted Wood degli Hecate Enthroned e naturalmente Call of the Wintermoon: forse non raggiungerà i picchi dei due sopracitati ma ci sono momenti notevolissimi, tra bagasce che camminano a quattro zampe, un tizio pittato di verde che appare random con la lingua di fuori e la micidiale scena dell’Arcangelo Michele coperto da un lenzuolo che “ammonisce” il figlio di Adamo, Lord Kaiaphas. Dopo The Cainian Chronicle però la situazione degenerò quasi completamente e le redini del gruppo furono prese in mano unicamente dal chitarrista sopracitato, che nei suoi continui trasferimenti (prima negli Usa e poi in Italia) tentò di tenere in piedi la baracca con risultati discutibili e un mood vampiresco che francamente poco c’entrava con gli Ancient nella loro incarnazione originaria.

Arrivo al locale che si stanno già esibendo i Burian da Latina, intenti a supportare il loro debutto freschissimo di stampa La Furia degli Elementi. Devo dire che, se l’impressione su disco non era stata proprio positivissima (specialmente per quel che concerne la produzione), dal vivo la band si dimostra maggiormente a proprio agio, dando vita ad una mezz’oretta circa di black metal piuttosto tradizionale che, pur senza far gridare al miracolo, si lascia comunque ascoltare. A seguire troviamo i Nefastoreth, anche loro da Latina come i Burian, attivi oramai da un ventennio ma discograficamente ancora fermi al secondo full datato 2015. Sempre di black metal trattasi, anche se qui viriamo prepotentemente sull’orthodox/religious BM (le produzioni della Noevdia, per intenderci). Nonostante una scenografia molto meticolosa con tanto di altare con ossa e altre cianfrusaglie in bella mostra, la band non è riuscita a convincermi del tutto, non tanto per colpa loro ma per continui problemi tecnici alle due chitarre, che andavano e venivano in continuazione. Peccato perché su disco la band laziale è più che valida.

Ma l’attesa ovviamente è tutta per gli Ancient, un’attesa in realtà piuttosto lunga in quanto il suddetto show è stato rimandato per ben due volte causa Covid. Sono le 22 in punto quando fanno il loro ingresso Aphazel (con il suo sempre presente elmetto borchiato in testa) e compagni, che dopo una breve intro partono subito con Trumps of an Archangel, opener di Svartlvheim che come dicevo verrà suonato tutto senza soluzione di pausa. Un disco che, pur essendo uscito negli anni d’oro della seconda ondata del black norvegese, non ha mai raggiunto lo status di altri gruppi ben più blasonati. Il motivo secondo me è da spiegare soprattutto con il modo del tutto particolare che aveva nell’approcciarsi al black metal la band di Bergen, che invece di blast beat e tremolo picking a manetta ha sempre preferito incentrarsi su un sound molto “profondo” e cadenzato (Huldradans e Paa Evig Vandring ne sono un esempio calzante) con continui rallentamenti e aperture melodiche parecchio inusuali per l’epoca. Il pubblico piuttosto numeroso (non me l’aspettavo sinceramente) dimostra di apprezzare parecchio, con nutrita presenza di molti membri della scena estrema romana presente e passata. Terminata la perfetta esecuzione di Svartalvheim c’è ancora spazio per due estratti dall’immenso mini Trolltar e la cover finale di 13 Candles dei Bathory, a suggellare una serata che è stata una vera e propria immersione negli anni 90. Un’ultima menzione la dedico a Magnus “Aphazel” Garvik, personaggio veramente alla mano che è stato tutta la serata a firmare dischi, chiacchierare e farsi foto coi presenti, cosa che nell’ambito black metal non è poi così scontata. (Michele Romani)

One comment

  • Devo confessare di aver sempre snobbato gli Ancient proprio a causa del video. “E gli Immortal, allora?” mi potreste dire, e avreste ragione.
    Me li andrò a ripescare, grazie Michele.

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