Un disco per l’autunno: MOSSGIVER – Led by the Glowing River

Debutto assoluto per gli sloveni Mossgiver, il cui presente album Led by the Glowing River è il primo titolo della discografia, senza demo, singoli o altro a precederlo. Uscito per il momento solo in versione digitale, contiene tre pezzi ciascuno dei quali oltrepassa la barriera dei dieci minuti: Paths Anew di poco, (solo sei secondi), mentre la title-track dura poco meno di dodici e la conclusiva Embrace the Wrath of Wind undici minuti e spiccioli.

Anche se ci sono sezioni più tirate e veloci, a prevalere sono tempi meditati e lenti, come necessariamente dev’essere se si vuole suscitare malinconia, nostalgia, mestizia, senso di vuoto e solitudine. Tutto questo dai Mossgiver è stato centrato in pieno, e per quanto mi riguarda – ma so di essere in buona compagnia – Led by the Glowing River si pone assai vicino alla cima delle classifiche dei dischi migliori di quest’anno, non soltanto per quanto riguarda l’atmospheric black, campo nel quale se la gioca con Wolves in the Throne Room, Friisk, Grima, Antigone’s Fate e così via; di dischi eccellenti ne sono usciti diversi. È un buon momento per le band di atmospheric black, sarà che in questi tempi cupi e grigi ci sono molteplici motivi per trovare ispirazione.

Ho esordito scrivendo che i Mossgiver sono dei debuttanti assoluti nel music-biz, ma questo in realtà è vero solo in minima parte: Tilen Šimon, polistrumentista e factotum del progetto, altri non è che il main-man dei Veldes, eccezionale band sempre di atmospheric black metal, un po’ più cattivo dal punto di vista musicale ma sempre fottutamente evocativo e d’effetto. I Veldes hanno all’attivo 4 full lenght, uno split CD e tre EP pubblicati tutti tra il 2013 e i primissimi giorni del 2019, tutti quanti dannatamente difficili da trovare in CD fisico (reperirli a prezzi sensati è stata una faticaccia! Anche quando erano appena usciti) e ottusamente ignorati dal grande pubblico per motivi a me ignoti. È proprio solo una mancanza di marketing di livello, perché se li avesse firmati la Century Media sarebbero diventati dei top-seller ma così non è stato, ed il fatto che Tilen (tra l’altro anche bassista nella prima incarnazione dei cult deathcorers Within Destruction) abbia iniziato un nuovo progetto dalle caratteristiche non poi così distanti dal suo altro gruppo ben più “avviato” mi fa sospettare che dei Veldes non si sentirà parlare ancora per un pezzo – se mai succederà di nuovo. Il che per quanto mi riguarda è un vero peccato, e vi consiglio di cercarne i dischi, se vi piace il genere, perché sono delle bombe. Ciò detto, sinceramente avrei preferito un lavoro un po’ più lungo, perché tre brani appena per poco più di 33 minuti di musica a mio parere sono pochini per un debutto di questo tipo e in questo particolare sottogenere. Ma, tolto questo marginale (e del tutto soggettivo) difetto, Led by the Glowing River è un altro di quegli album che vanno consigliati obbligatoriamente anche a chi il black metal lo scansa del tutto o lo considera come un sottogenere che ha poco o nulla da dire. A loro dico: andate ad ascoltarvelo, non necessariamente con la trapunta pesante a portata di mano (anche se consigliata, com’è ovvio), ma ascoltatevelo. C’è della gran bella musica qui. (Griffar)

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