Immortalità: CIRITH UNGOL – Half Past Human

Forever Black era un bel disco di incontaminato heavy metal epico, e i Cirth Ungol non hanno bisogno di presentazioni, né che vi dica io quanto sono meravigliosi ed essenziali nella discografia di qualunque metallaro che si voglia definire tale.

Quello che però impressiona non poco è che i californiani abbiano ripreso a sfornare dischi di questa qualità a distanza di trent’anni. Ditemi chi altri vi viene in mente che sia capace di una cosa del genere. L’EP di cui si parla oggi contiene materiale vecchio di decenni e che prima d’ora esisteva solo in forma di demo, per l’occasione riregistrato e riarrangiato, e che per la cronaca spacca come il loro ultimo album, se non addirittura di più, ponendosi più o meno allo stesso livello dei loro storici capolavori.

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Questi quattro pezzi risalgono ai tempi in cui il gruppo provava in saletta dopo la scuola, più o meno intorno al 1974 o 1975, terrorizzando il vicinato e causando grande scompiglio, che è poi il fine ultimo dell’heavy metal, anche se alcuni se lo sono totalmente dimenticato e credono che questa musica serva ad unire le masse sotto un unico fiore petaloso di correttezza, amicizia e buona educazione. Qua però i Cirith Ungol non si limitano a risuonarli, questi pezzi, per proporli finalmente al loro pubblico, ma finiscono col dimostrare ancora una volta, come se ve ne fosse bisogno, di essere semplicemente di una classe e qualità di un altro livello, anche dopo cinquant’anni di carriera.

Quattro pezzi bellissimi e suggestivi che DEVONO girare a ripetizione sul vostro impianto, se avete un cuore, e che vanno goduti appieno nella loro classicissima formula, quella che per intenderci fa di Frost and Fire un disco immenso come i suoi immediati successori. Le uniche peculiarità qua sono i suoni limpidi e il talento incontaminato. Cosa chiedere di più? E, visto che siamo in vena di domande: quanto è bella la title track? Per me rappresenta la classica gemma senza tempo che è la definizione stessa di capacità di generare emozioni in musica, e con una vena epica enorme. I Cirith Ungol sono semplicemente immortali. (Piero Tola)

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