I LABYRINTH, finalmente: Welcome to the Absurd Circus

Questo qui è sicuramente il miglior disco dei Labyrinth niente meno che da Return to Heaven Denied del 1998; almeno di quelli che ho ascoltato per bene, perché per sentire li ho sentiti più o meno tutti, ma ascoltati per bene non proprio nella stessa misura, ecco. Devo confessare che non rientro affatto nella categoria di quelli che “per farmelo piacere (tal disco) ho dovuto ascoltarlo migliaia di volte e alla fine l’ho apprezzato“, atteggiamento mentale che tra l’altro mi pare una discreta stronzata: alla fine l’essere umano date certe condizioni può adattarsi a tutto, in alcuni casi persino ad amare i propri carcerieri, quindi non è che farsi piacere qualcosa a forza sia sempre l’approccio più “sano” che uno possa tenere. Dunque capirete bene che se un disco non mi piglia non mi piglia: non intendo che debba prendermi da subito, ma se, dopo un po’ che lo sento, non mi invoglia a proseguirne l’ascolto, lo mollo e amen. Con parecchi dei dischi dei Labyrinth mi è capitato proprio quello: non che fossero brutti tout-court, però non erano manco tutta ‘sta figata, un paio di pezzi carini ed il resto lascia perdere proprio, quindi li ho mollati.

La fortuna, per i Labyrinth, è che li ha mollati pure John Macaluso, oppure che loro hanno mollato lui, insomma che si siano dovuti trovare un nuovo batterista. Non perché Macaluso fosse scarso o che (non scherziamo), ma perché immagino che non aggiungesse nulla, sia come composizione che come attitudine: faceva il suo e morta lì. Invece il tizio nuovo, tal Mattia Peruzzi, è uno a cui evidentemente piace andare veloce, e questa attitudine ha in parte restituito al gruppo quel che gli era venuto a mancare senza Frank Andiver: la spinta. Sarà forse perché Peruzzi è giovane (direi ad occhio sui venticinque anni, occorrerebbe tagliarli una gamba e contare gli anelli per esserne certi), sarà che appartiene ad una generazione differente, sarà quel che sarà, fatto sta che i Labyrinth sono tornati in forma come non accadeva da più di vent’anni. Certo si portano dietro anche i vari difetti atavici che li accompagnano da sempre, tipo gli assoli frullini (ragazzi avete cinquant’anni, non gliene fotte un cazzo a nessuno di duemila note buttate a cazzo su una base con le tastierine, su), oppure la metrica da rivedere in certi frangenti  (se un periodo non ci sta, non ci sta. È inutile ficcarcelo a forza), però questo Welcome to the Absurd Circus è davvero un bel disco ed era ora di poter ascoltare qualcosa che suonasse fresco come Return to Heaven Denied suonava fresco tanti anni fa. I pezzi migliori sono The Unexpected, Finally Free, One More Last Chance e Live Today, ma in generale tutto il disco merita (a parte A Reason to Survive che mi ha cariato due molari). Bravi tutti, specialmente Mattia Peruzzi. (Cesare Carrozzi)

2 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...