Vai al contenuto

Presto un brando, marciamo pugnando: ABDUCTION – Jehanne

18 maggio 2020

Tizio Qualunque (TQ): Ehi Luca, ascolta ‘sto disco.
Luca: Abudction? Mai sentiti, cosa fanno?
TQ: Progressive black/death, sono francesi e questo Jehanne è un concept su Giovanna D’Arco.
Luca: …
TQ: Dura un’ora e i pezzi viaggiano sui 10 minuti di durata.
Luca: …
TQ: Ed è tutto cantato in francese.
Luca: Va’ in mona.

Ecco, se qualche anno fa qualcuno mi avesse proposto di ascoltare un disco come Jehanne sarebbe andata più o meno così. Però con l’età si cambia, i gusti mutano e si evolvono insieme a noi, ed ecco perché ad oggi ho deciso di dare una possibilità a questi Abduction (da pronunciare alla francese, suppongo) e al loro ultimo lavoro. E ho fatto bene.

Metal Archives li classifica come progressive black/death ma, onestamente, di death non ci sento nulla qua dentro. Si tratta sostanzialmente di un black metal moderno, decisamente concentrato sulla tecnica e sulle atmosfere medievaleggianti, cosa che, considerando il concept trattato, ci sta a pennello.

Jehanne è un bel disco, al netto del minutaggio che potrebbe risultare per alcuni eccessivo ma vale la pena dedicargli attenzione. Pezzi come Par Ce Coeur Les Lys Fleurissent (il migliore), con i suoi dodici minuti di durata, scivola via in modo immediato, alternando sfuriate a passaggi in cui è l’atmosfera a farla da padrone. Sovente spunta un cantato pulito che si sposa alla perfezione sia con le parti più tirate che con quelle improntate maggiormente alla melodia.

Jehanne è, come da titolo, tutto dedicato alle vicende di Giovanna D’Arco e questo se vogliamo si ricollega a ciò che mi ha fatto storcere il naso: la produzione. Mi fate un disco incentrato sulle vicende della Pulzella D’Orleans e lo registrate come nemmeno la Nuclear Blast? Dai su, una produzione leggermente più cruda avrebbe contribuito grandemente ad aumentare il clima generale del disco, che invece tende a risultare talvolta quasi artefatto e decisamente sbilanciato, a livello di volumi, sulle chitarre. A parte questo, Jehanne resta un lavoro valido, che consiglierei a tutti quelli che nel black cercano qualcosa di diverso dal solito; astenersi tutti gli altri, non è un lavoro semplice da assimilare. (Luca Bonetta)

2 commenti leave one →
  1. giovaneniggle permalink
    19 maggio 2020 14:55

    una gran bel sentire

    "Mi piace"

  2. Lorenzo (l'altro) permalink
    19 maggio 2020 17:37

    La vera fase 2: Luca Bonetta is back e ha ripreso a spacciare buona musica. Se ne sentiva il bisogno.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: