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C’è dei pezzi bellissimi dentro: KONVENT – Puritan Masochism

4 maggio 2020

konvent

Una bomba. Sono assolutamente entusiasta di questo disco di doom alla vecchia maniera. Pochi ingredienti ma efficacissimi: riffoni massicci, lenti e ripetitivi, sezione ritmica altrettanto massiccia e cadenzata, congegnata per farti dare capocciate allo stipite della porta per 50 minuti di seguito, un growl cupo, non protagonista ma perfettamente inserito nel contesto. Tutto funziona alla grande e scorre che è una bellezza. La semplicità e l’efficacia sono i punti di forza di questa giovane band di Copenhagen, che esordisce nel migliore dei modi possibili con un full, Puritan Masochism, che va a piazzarsi direttamente tra le cose migliori che ho ascoltato in quest’anno e che sono sicuro avrà una degna menzione nelle pregiatissime classifiche di fine anno del blog più cazzuto dell’orbe terraqueo.

Se si fosse a una partita a poker e si dovesse scegliere su quali sonorità puntare, il doom corrisponderebbe al proverbiale all in. Non mi viene a mente altro sotto-genere del metal che sia allo stesso tempo una sicurezza e un rischio. Mi spiego, gli elementi sono sempre gli stessi e tirar fuori qualcosa di già sentito è praticamente una certezza matematica, in quanto il doom è per sua natura molto distante dal concetto di innovazione. Ed è anche giusto così. Ma è anche un genere tecnicamente più facile da suonare di altri. Canoni standard facilmente replicabili e sonorità note e stranote, dunque si può puntare sulla familiarità. Poche le alternative: o si è dei fenomeni della tecnica e si complica ciò che nasce semplice, col plus di stupire o il rischio apparire grotteschi, o si cavalca quella linearità nel modo più efficace possibile e risultare rassicuranti o annoiare a morte. I Konvent, anzi, le Konvent, hanno con successo optato per questa seconda via e sono rassicuranti come una coperta calda. 

In realtà, avevano precedentemente pubblicato una demo circa tre anni fa che non ho esitato a recuperare e che nell’approccio mi sembra palesemente ancora più cazzuta e cupa del full. A ogni modo, prima di scoprire chi fossero, avevo già ascoltato il disco una decina di volte, il che è già un mezzo miracolo per via di tutti i ragionamenti fatti sopra. Nel settore, solo con i My Dying Bride mi viene naturale il riascolto continuo. Dopodiché mi hanno informato che non si trattava dei soliti quattro buzzurri brutti e panzoni, bensì di quattro fighe danesi e sinceramente ne sono rimasto stupito. La considerazione che il metal sia, per svariati motivi, un genere a quasi esclusivo appannaggio maschile è un banale dato di fatto, che poteva venir fuori una cosa surreale e farsesca idem, invece qui è tutto spontaneo e assolutamente credibile. Non mi viene a mente una band tutta al femminile altrettanto potente. Spero solo che possano preservare il più a lungo possibile queste peculiarità. Se sarà vero amore o solo una fugace infatuazione ce lo dirà solo il tempo. (Charles)

13 commenti leave one →
  1. mocce permalink
    4 maggio 2020 11:01

    acquistato al volo sulla fiducia

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  2. vito permalink
    4 maggio 2020 11:23

    Veramente brave ! sarà il periodo ma queste profumano solo a guardarle !

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  3. 4 maggio 2020 13:05

    Certo però che il nome potevano scegliarselo meglio ahahah… comunque non sembra confermata l’equazione espressa in “the dirt” secondo cui nome di merda= gruppo di merda.

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  4. Lorenzo (l'altro) permalink
    4 maggio 2020 13:39

    Mmm, non so. Un gruppo di fighe hipster che partorisce un disco metal ben confezionato e perfettamente convenzionale, senza una briciola di carattere, ma facendolo col sorrisetto compiaciuto da “ehi, guardami, sono figa, vichinga e faccio metal”. E’ una cosa molto danese, in realtà.
    Strada aperta da Myrkur. Metal come moda, non come attitudine convinta.
    Popolo che non stimo. Con alcune ovvie e notevoli eccezioni.

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    • Charles permalink
      4 maggio 2020 14:03

      A me non sono parse né hipster né modaiole, anzi sia nell’attitudine da gente “normale” che suona metal, quindi sobria, sia nell’aver fatto un disco che tu definisci convenzionale, io tradizionale, non ci vedo la benché minima rincorsa alla moda dell’ultimo momento, semmai il contrario

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    • mirko permalink
      4 maggio 2020 17:20

      eh già, non sono mica trve, saranno sicuro un gruppo costruito a tavolino , non vedi? niente tatuaggi, niente facce da pirloni cattivi, niente pose da ricchioni dannati, niente vestiti da guardami come sono apocalittico…no no non sono trve.
      Io appena ho visto la foto gente semplice e sorridente ho pensato “che figata, finalmente qualcosa di nuovo”. in realtà di danesi conosco solo saturnus e kim larsen, se il disco delle convent è bello almeno la metà sono gia contento. Domani mi ascolto il disco…appena riesco a distogliere lo sguardo dalla deliziosa biondina a sinistra nella foto

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      • Lorenzo (l'altro) permalink
        4 maggio 2020 19:55

        Buttarlo sulla trveness è stato fuori fuoco da parte mia, ok.
        Però confermo la mia opinione, il disco l’ho sentito e non ci ho trovato nulla altro che un compitino svolto bene, con competenza. Il coltello non lo affondano. Accompagnato da foto promozionali accattivanti se ne fa un caso immediato, facile. Se fossero abbigliate diversamente il disco sarebbe uguale, se non fossero quattro gentil donzelle non saremmo forse qui a parlarne troppo né a farci polemica.
        Detto questa, chiudo.

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  5. Lorenzo (l'altro) permalink
    4 maggio 2020 14:18

    Sono prevenuto coi danesi, lo ammetto.

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  6. Daniele permalink
    4 maggio 2020 17:40

    Non amo il doom e derivati, però le apprezzo molto. Sanno benissimo di non essere delle cozze e ci faranno i conti ogni giorno, e quando suonano fanno sul serio.

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  7. 4 maggio 2020 22:46

    Anche io sono più per il metal veloce, cavalcante e terzinato, però queste ragazzine hanno una classe e un tiro notevoli. Le avevo sottovalutate, anche per fretta.
    Qualche gnocca ogni tanto non guasta.

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  8. 4 maggio 2020 23:24

    Tra l’altro anche il demo del 2017 è ottimo, più groove e minimalista. Si sente la sala prove dei primi tempi, lo scorrere sulla tastiera del basso, ritmi ipnotici e al tempo stesso acchiappanti; c’è un’anima fra queste donne.

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  9. Paolo permalink
    5 maggio 2020 10:14

    Mah…bel suono cupo e ben strutturato ma niente di nuovo. Forse dovrebbe risaltare solo perché è un gruppo di ragazze che suonano un buon metal? In tal caso ci può stare, ma non vedo ne novità ne qualcosa di mai sentito prima, musicalmente parlando. Sarò cinico e datemi pure del maschilista, ma dalla presentazione mi aspettavo chissà che…
    Forse maschilista no, potrei non accettarlo, visto che a me le Vixen, per chi se le ricorda e le ha sentite, non dispiacevano affatto, sia musicalmente che esteticamente! 🙂

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