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Pornostar pentite e lottatori di wrestling, i nuovi alfieri del metallo

11 giugno 2019

È da qualche tempo che ho la sensazione che nel magico mondo del metal ci sia una sorta di “liberi tutti”. La frattura di ogni tipo di barriera, con nuovi orizzonti sconfinati in cui cavalcare liberi, in mezzo a personaggi e situazioni che fino all’altro ieri percepivamo distantissimi o addirittura antitetici. È chiaramente un sintomo del fatto che il metal ha perso la sua spinta creativa ed è diventato un fenomeno più tranquillo ed educato, che non fa più paura a nessuno e di cui non ci si vergogna più come accadeva in passato. Gli esempi sono infiniti: il primo che mi viene in mente è Giorgio Mastrota che, in una trasmissione televisiva, parla con una punta d’orgoglio della canzone che i Nanowar gli hanno dedicato. Ma anche le Babymetal, voglio dire. Probabilmente avremmo dovuto capire la china che stavano prendendo le cose quando le catene di abbigliamento per tamarri hanno iniziato a vendere le magliette dei gruppi: prima Kiss, Ac/Dc, poi Iron Maiden, Pantera, Slayer e chissà cos’altro. Del resto la nostra musica, oltre alla spinta creativa, ha perso anche la carica eversiva: da un’attitudine volta ad épater le bourgeois abbiamo fatto inversione completa, diventando docili scimmiette ammaestrate socialmente accettabili con punizioni peraltro tremende verso chi non si adegua, grazie a scribacchini verginelli che spulciano nel passato dei musicisti alla ricerca di qualche foto di quindici anni prima insieme ad un tale batterista che a sua volta dieci anni dopo avrebbe suonato di spalla ad un gruppo nel cui debutto c’era un campionamento di un discorso di Himmler. Da qui campagne di boicottaggio, picchetti fuori dai concerti, minacce personali a chi non si allinea: esattamente come facevano le vecchiette bacchettone negli anni Ottanta, solo che stavolta quelli che benpensano siamo noi.

Questa situazione grottesca ha come conseguenza una maggiore appetibilità del metal al grande pubblico, portando al liberi tutti che si diceva prima. Ad esempio qualche anno fa non si sarebbe mai potuta verificare la possibilità che un’ex pornostar facesse pubblicità ad un gruppo power metal italiano:

Di Selen sappiamo tutto e il contrario di tutto, e intendo letteralmente. Non ci risultava però finora una passione per il power metal in stile canto d’eunuco e frullar di cassa (citazione coltissima, gloria a chi la coglie). I Kaledon poi sembrano, immagino loro malgrado, abbonati al trash: la stragrande maggioranza di noi li conobbe ai tempi del secondo album grazie ad una mirabile versione pecoreccia firmata da Christian Ice della loro The New Kingdom, che ci insegnò i lati positivi del vivere con la costante minaccia di un pelato e un laziale. Non sappiamo se il supporto dell’ottima Selen frutterà loro la gloria eterna, ma di certo guardando l’immagine li sentiamo un pochino più nostri.

Ora però ci spingiamo ancora più in là, e, se vedere Selen che sponsorizza i Kaledon vi è sembrato strano, non avete idea di cosa state per guardare:

Il personaggio in questione è Kurt Angle, medaglia d’oro nella lotta greco-romana alle Olimpiadi di Atlanta, ex stella di prima grandezza del wrestling WWE ma soprattutto gemello separato alla nascita di Cesare Carrozzi. Posso capire che uno del genere ascolti, che so, i Five Finger Death Punch (il cui ex batterista è peraltro diventato agente di polizia nella ridente Rockport, Indiana), ma i Saor? Cioè, i Saor, una one-man band di black metal atmosferico dai fortissimi influssi celtici che in teoria apparterrebbe al sottobosco di gruppi ascoltati solo da una ristrettissima minoranza di metallari europei o, al limite, di blackgazers dell’Oregon. Invece ne parla Kurt Angle. Voi ve lo immaginate uno del genere che ascolta i Saor? Viviamo tempi meravigliosi, fratelli del vero metal.

Pochissimo tempo dopo il video trattato in precedenza abbiamo avuto testimonianza di come l’asticella del MACCHECCAZZO possa venire spostata senza apparenti limiti:

Il soggetto, che molti di voi non riconosceranno, è un altro ex lottatore di wrestling: Scott Steiner, conosciuto anche con il raffinatissimo soprannome di BIG POPPA PUMP, vecchissima gloria WCW/WWE/TNA, sia da solo che in coppia col fratello Rick negli Steiner Brothers. La band oggetto della sponsorizzazione sono i Crowhurst, specie di delirio drone-black-sludge noto per fare uscire un numero indefinito di dischi l’anno dai titoli spesso curiosi come Fuck You Morrissey, Fuck You Bono o ancora Fuck You Dave Grohl. Arrivati a questo punto dico un’ovvietà specificando che non credo minimamente alla buona fede quantomeno di questi ultimi due video, che immagino figli di una qualche scommessa da sbronzi o che so io – non penso che i due siano stati pagati anche solo per il fatto che, in quel caso, avrebbero preteso una cifra che Saor e Crowhurst non sarebbero stati in grado di pagare.

Rimaniamo comunque in ascolto di nuove manifestazioni di nonsense di questo tipo, quindi non escludiamo un aggiornamento. Che il Kali Yuga sia con voi. (barg)

18 commenti leave one →
  1. vito permalink
    11 giugno 2019 17:16

    Alle brutte ci sono sempre i “Tengger Cavalry”, gruppo black della Mongolia.

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  2. sergente kabukiman permalink
    11 giugno 2019 17:21

    Mi butto sulla citazione: il sonetto che dedicarono a Luca Arioli sempre fier sul cavallo

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  3. weareblind permalink
    11 giugno 2019 18:18

    Mah, per quale motivo dovevamo avere carica eversiva? È intrattenimento, inutile cercare secondi fini.

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    • 11 giugno 2019 18:52

      Perché il metal suggeriva una morale diversa da quella dominante. Naturalmente poi l’aspetto commerciale e di intrattenimento ha preso il sopravvento, ma l’idea di mostrare che il mondo potesse (anzi, dovesse) essere visto con altri occhi e affrontato con altri valori è sempre stata insita in molto metal.

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  4. 11 giugno 2019 19:19

    Con la parodia di Christian Ice che cosa non mi hai fatto ricordare, la prima volta che mi parlarono del video fu in un pub sarà stato più di 10 anni fa. Che il Kali Yuga (Bizarre) sia con te fratello.

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  5. Snaghi permalink
    11 giugno 2019 20:09

    Tutto ciò mi ricorda il periodo in cui facevi gli speciali sul wrestling su metal shock, ah nostalgia canaglia. Ma Scott con quella cazzo di cotta in testa ci va anche a dormire? Eroe

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  6. Fredrik DZ0 permalink
    11 giugno 2019 21:26

    meh.

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  7. 12 giugno 2019 07:52

    La verità è che credo nell’entropia. Le cose non possono che peggiorare. Ma credo che l’unica cosa da fare sia ignorare sdegnati tutto questo e mettere su l’ultimo dei Dark Throne, poi i Whiskey Ritual, dopo i Saint Vitus a rotazione alzando progressivamente il volume fino a non sentire nessun altro rumore di fondo, aspettando che arrivino altri dischi del genere presto e pescando nel passato ad libitum.

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  8. Zac permalink
    12 giugno 2019 08:51

    siamo noi ad essere diventati il PMRC di noi stessi.. stiamo disinnescando il metal!
    E’ così vi dico! E lo si capisce da tante piccole cose..

    quando la maggior parte della gente che partecipa ad un concerto è vestita da sfilata
    quando sei sotto al palco ad un concerto metal e la gente non vuole essere urtata
    quando phil anselmo non può fare un saluto romano, probabilmente da ubriaco, davanti a 30persone (‘na cazzata, vabeh!) che il mondo intero si appresta unanime a costruire un cyber patibolo, con la potenza del 5G
    quando l’uscita di una band parodia ha la stessa risonanza mediatica di news riguardanti i nostri eroi..

    E’ una minaccia intestina, pericolosa e disarmante.

    I was born, born too late and I’ll never be like you

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    • manuelcolombo permalink
      12 giugno 2019 20:30

      È tempo di tornare all’underground e da lì accendere nuove fiamme per bruciare le nuove chiese.

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    • manuelcolombo permalink
      12 giugno 2019 20:33

      Non so se ha preso il commento, se è doppio leggetelo due volte
      È tempo di tornare nell’underground, lì accendere nuove fiamme per bruciare nuove chiese.

      Il tempo di chi vende le magliette da h&m é finito. Lunga vita al metallo.

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  9. Vanni Fucci permalink
    12 giugno 2019 13:07

    Scott Steiner idolo comunque, uno dei personaggi più allucinanti che siano mai saliti su un ring: https://www.youtube.com/watch?v=YD9SXH4T4Fc.

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  10. Tullio permalink
    13 giugno 2019 18:20

    Selen è sempre stata – se non metallara tout court – amante dell’hard rock! Assolutamente!
    Fra l’altro vent’anni fa o giu’ di li’ “collaboro’” brevemente anche con il giornale “Flash” di Klaus Byron. Me lo ricordo benissimo!

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  11. 9 settembre 2019 03:27

    Sono anni che penso sempre la stessa cosa: tutto quel che di sovversivo si affaccia sul mondo, viene presto o tardi risucchiato dal mercato (o forse meglio dal marketing), masticato per bene e sputato riveduto e corretto, ben confezionato, pronto per il consumo e destinato a essere soppiantato dal prossimo prodotto. Perché ormai viviamo in un grande supermercato dove si vende e si svende tutto.

    (il che ha anche i suoi vantaggi, viva la modernità, meglio oggi che ieri e tutto il resto, ma sulla musica alla lunga rompe i coglioni)

    Piace a 1 persona

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