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Avere vent’anni: CRYSTAL EYES – World Of Black and Silver

28 aprile 2019

Per quanto ci rimugini da un po’, non riesco proprio a ricordare come vent’anni fa mi capitò tra le mani questo World Of Black and Silver degli svedesi Crystal Eyes, se non ricordo male al debutto. Di sicuro non lo comprai. Forse me lo diede un tizio a cui non piaceva? Boh. Comunque a me non dispiacque affatto, perché per essere un debutto non era fatto male, e anzi le prime due tracce, Interstellar Wars e Gods Of The World, spaccano proprio.

Il genere è power metal di scuola tedesca, fortemente debitore dei primi Helloween, quelli in cui ancora cantava Kai Hansen (quindi il periodo è Walls Of Jericho) e di qualcosa dei Running Wild, con ogni evidenza una proposta di assai vecchia scuola anche cinque lustri fa. Ovviamente gli Helloween rimangono anni luce lontani di questi simpatici svedesotti, che pure avevano buone intuizioni e mostravano una maturità insolità per un gruppo al primo disco. Anzi, forse l’unico difetto propriamente detto che trovo a World Of Black and Silver è la prolissità di cui i nostri a volte riempiono i pezzi, ripetendo certe sezioni un po’ troppo, allungando il brodo evidentemente per fare minutaggio, col controproducente risultato pratico di stancare, a volte, l’orecchio dell’ascoltatore, che infatti non riesce a reggere il disco per intero dalla prima all’ultima nota.

Io personalmente non ricordo di avercela mai fatta, per esempio, anche se i pezzi presi uno per volta mi piacciono. Ecco, se lo centellinate, e se vi piace il genere, questo è un gran bel dischetto. Tecnicamente non erano manco male e la voce del chitarrista/fondatore Mikael Dahl è piuttosto particolare ma è non male manco lei. Oltre ad Interstellar Wars e Gods Of The World a cui accenavo prima, sono belle anche le varie The Dragon’s Lair, Glory Ride, Rage On The Sea e blablabla; non ci sono veri cali ed il livello è generalmente più che buono salvo, appunto, che non tentiate di ascoltare il disco tutto insieme. Casomai fate un due o tre pezzi, poi staccate, fate altro e ci ritornate dopo un po’, date retta a me. (Cesare Carrozzi)

5 commenti leave one →
  1. vito permalink
    28 aprile 2019 06:00

    All’inizio del pezzo è uscito fuori “myspace.com”, mi sono commosso !

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  2. 28 aprile 2019 12:13

    Carrozzi se cerchi qualcosa che sia in debito verso i primissimi Helloween, Running Wild e compagnia dai un ascolto a “Heading Northe” degli Stormwarrior. Sono di Amburgo pure loro, ed il cantante, anche se canta abbastanza diversamente, è tipo fomentatissimo co Kai Hansen ma proprio che ci vorrebbe fa i figli insieme (come tanti altri di noi tra l’altro, magari prima del parrucchino). Discone che periodicamente ascolto sempre con mucho gusto

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