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La frusta letteraria: CIXIN LIU – Trilogia dei Tre Corpi

14 aprile 2019

Ho sempre letto parecchio. Da ragazzino cominciai con una riduzione in prosa dell’Odissea, trovata nella piccola biblioteca della scuola media che frequentavo, che presi più per non dover studiare il libro di testo che per altro. Mi piacque parecchio, e da lì in poi non mi sono più fermato (peraltro la positivissima ricaduta fu che gli ottimo alle interrogazioni fioccavano che era un piacere). Come lettore sono piuttosto onnivoro, non ho una predilezione particolare per questo o quel genere purché a) si tratti di storie interessanti e b) siano scritte bene. Scarto aprioristicamente roba scritta da donne. La cosa può apparire misogina, forse lo è, ma nella mia esperienza l’unica lettura femminile degna è stata Tanith Lee, almeno fino ad un certo punto, con buona pace delle varie Marion Zimmer Bradley, Lois McMaster Bujold, Ursula Le Guin e compagnia assortita.

Comunque, verso quindici o sedici anni ero presissimo dal fantasy, a cui mi accostai principalmente perché giocavo a Dungeons & Dragons, il cui naturale complemento erano i libri di Drangonlance della Armenia Editrice (i più vecchi se li ricorderanno, magari), a cui poi si sono aggiunti le prime due trilogie dedicate a Drizzt ed agli elfi scuri di R.A. Salvatore (sempre Armenia) e, soprattutto, Robert E. Howard, Karl Edward Wagner, L. Sprague De Camp, Fritz Leiber, e insomma, la cosiddetta sword and sorcery. Direte voi: “Embe’? Grr, dov’è Tolkienzz?!1!1” Tolkien c’era, come no, ma sono più legato agli autori appena elencati. Non che non lo abbia apprezzato o non sia stato formativo, per certi versi, però mi piaceva molto di più altra roba, ed è tanto più vero quanto il motivo per il quale ho finito poi per adorare Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di quel pigro bidone di merda di Martin che vent’anni fa, quando uscì il primo libro della serie in Italia, trovai per molti aspetti più vicino agli autori americani che scrissero su Weird Tales che non al Signore Degli Anelli o a, diciamo, tutto quel mondo legato in qualche modo ai giochi di ruolo di derivazione pseudo-Tolkeniana. In effetti Martin non è che ha innovato nulla, semplicemente si è rifatto ad un altro passato, e questo è un fatto, senza volergli togliere nessun merito in particolare. Anzi.

Nel frattempo leggevo anche altro, fatalmente Stephen King, Lovecraft, ma anche Robert Bloch, Dean Koontz, Robert McCammon, Richard Matheson, Dan Simmons e un fracco di altra gente che oscillava dal thriller all’horror e qualche volta sconfinava nella fantascienza, genere che, veniamo a noi, ho approcciato relativamente più tardi. Mi piacciono tantissimo certi autori della cosiddetta “età dell’oro” della fantascienza, cioè quel periodo che arriva grossomodo a lambire gli anni cinquanta del secolo scorso, quindi Edmond Hamilton, Robert Heinlein, Theodore Sturgeon, Jack Williamson e parecchi altri. Ci metto anche Arthur C. Clarke. Detesto cordialmente il cyberpunk, William Gibson, Greg Egan e compagnia sfigata per quanto mi riguarda possono morire fulminati, ed infatti, ponderando in libreria tempo fa sul prendere o meno Il Problema dei Tre Corpi di Cixin Liu, mi chiedevo se non fosse un’altra puttanata illeggibile alla cazzo di cane del tenore degli autori appena citati. Una rapida ricerca col telefono mi ha fatto poi scoprire che questo Cixin Liu si rifà a molta della fantascienza che mi piace, ed in effetti ho trovato Il Problema dei Tre Corpi, che poi ho finito per riportare a casa, un libro molto, molto bello, che si inserisce perfettamente nel filone di fantascienza “hard”, ovvero dal sotteso rigore tecnologico, che questi ultimi anni peraltro è tornato un po’ di moda grazie al successo di The Martian al cinema.

Ora, Il Problema dei Tre Corpi con The Martian non c’entra nulla: è una storia di respiro ben più ampio, zeppa di personaggi, che, nel corso dei successivi due libri La Materia del Cosmo (bello) e Nella Quarta Dimensione (il meno riuscito dei tre), abbraccia un periodo temporale di circa quattrocento anni nel futuro; un lungo racconto ben scritto, fortunatamente senza essere eccessivamente lento e dilatato come capita spesso nella narrazione all’orientale, e che consiglio caldamente agli amanti della fantascienza, o comunque a quanti cerchino intrattenimento intelligente senza impaurirsi troppo a fronte di un congruo numero di pagine da leggere, pagine che, vi assicuro, scorrono piuttosto velocemente. Per quanto posso dire l’unico vero difetto della trilogia rimane l’ultimo libro, meglio ancora la sua seconda metà, che ho trovato non all’altezza del resto. Se poi foste svogliati come la merda e non aveste voglia di sobbarcarvi la lettura di zillioni di pagine, sappiate che Amazon ha acquistato i diritti dell’opera per farne una serie: alla peggio vi toccherà aspettare i tempi di realizzazione dell’ennesima roba per la tv, ma io, ripeto, vi consiglio caldamente la lettura dei libri, lettura che, vedrete, vi farà bene e magari vi invoglierà pure ad assaporare altra fantascienza. (Cesare Carrozzi)

12 commenti leave one →
  1. weareblind permalink
    14 aprile 2019 12:12

    Bravo Carrozzi. Io ho letto i primi 6 libri di Martins, ora attendo finisca. Anche io mai sopportato lo stile delle donne scrittrici.

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  2. vito permalink
    14 aprile 2019 13:00

    Anne Rice merita, dai libri e dalle interviste e’ tra le donne più intelligenti che ho seguito una così potrei sposarla!

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  3. El Baluba permalink
    14 aprile 2019 13:57

    toh guarda qui cosa mi ritrovo…ho letto questi libri, più che altro per il fatto che il primo libro aveva vinto il premio Hugo nel 2014 o 2015, e fino a qualche anno fa che avevo più tempo per leggere mi compravo i libri in lingua originale dei vincitori di questo premio per la fantascienza, così giusto per avere una idea di cosa andasse per la maggiore in ambito sci-fi (genere che amo molto, ma che al cinema stanno massacrando senza pietà con uscite veramente di merda). Il primo è molto bello, e lavorando in ambito di ricerca scientifica, ho molto apprezzato il suo essere rigoroso su queste tematiche. Pensa che il secondo e terzo libro li ho divorati durante un viaggio in aereo Roma-Montreal (il secondo durante il viaggio in andata, ed il terzo in quello di ritorno). A me son piaciuti tutti e 3, più o meno allo stesso modo, e la ritengo una delle saghe di fantascienza più riuscite degli ultimi anni.

    PS: che bei ricordi Dragonlance…li leggevo anche io da piskello…attualmente sto finendo il primo libro della saga di Maztica in ambito Forgotten Realms, non è che ci vada pazzo per questa robba, ma è piacevole e la uso per leggere in inglese

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  4. Barney75 permalink
    14 aprile 2019 16:43

    E Asimov dove lo hai lasciato !!??!?!#?!

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  5. Alberto Massidda permalink
    14 aprile 2019 20:10

    Beh, che è sto disprezzo per Neuromante mo?

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  6. 14 aprile 2019 20:55

    E Dick?

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  7. bombrider666 permalink
    14 aprile 2019 21:30

    Qualche anno fa uscì per Urania la raccolta “L’onda misteriosa” a cura di Wu Dingbo, un’antologia di SF cinese, molto interessante

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  8. Cattivone permalink
    15 aprile 2019 04:50

    E Moorcock?
    Anche io ho sempre letto un sacco e prevalentemente fantasy, da quando però ho smesso di fare il pendolare e non ho più quell’oretta abbondante da dedicare alla lettura ho praticamente smesso, e un po’ ne soffro. Se si fa un circolino del libro magari un po’ di tempo ce lo dedico.
    Provati a leggere Luk’janenko e la sua saga dei guardiani (comincia con i guardiani della notte), tra i fantasy con ambientazione contemporanea è quello che mi ha impressionato di più.

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  9. El Baluba permalink
    15 aprile 2019 09:41

    a sto punto non si può non nominare in campo fantasy Erikson e la sua saga dei caduti Malazan, che nonostante una verbosità allucinante e la voglia di non farti capire un cazzo di quello che sta succedendo per la mole enorme di trame e sottotrame, ha una capacità di tirar fuori scene di guerra e massacro allucinanti.

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  10. 16 aprile 2019 11:37

    R.A. Salvatore regna. Io lessi i primi due omnibus di Drizzt, poi non sono mai più andato avanti (non perché non mi piacesse, anzi, ma per questioni di tempo).

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  11. AndreaFuturoExChitarrista permalink
    16 aprile 2019 12:52

    No ! Cristo ! la Le Guin no eh ?! I reietti dell’altro pianeta.. non è un capolavoro ! è di più …
    è un manifesto dell’anarchia .. e anche la La mano sinistra delle tenebre è un capolavoro ..
    Cmq se posso leggerò sto cinese..

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