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Remake che hanno un senso: IT

23 settembre 2017

Compro i due biglietti la domenica mattina e mi scelgo due poltrone in posizione strategica nel multisala sulla rive gauche della Vistola. Ci sarà una ragione per la quale sono andato a spendere l’equivalente di ben tredici euri e mezzo per andare a vedere un remake?

Ve la dico tutta: i remake mi hanno sempre fatto cagare. Oltre ad essere delle rivisitazioni di gloriosi classici o film di culto di cui nessuno sentiva il bisogno (almeno nella maggioranza dei casi, ci sono ovviamente alcune storiche eccezioni), sono odiosissimi per un altro motivo: ogni volta che cerchi un film da vedere in streaming sulla rete, se suddetto film ha subito un processo di remaking, è molto probabile che questo remake sia tra i primi dieci risultati della tua ricerca, dando l’impressione che l’originale sia stato completamente dimenticato ma soprattutto di difficile reperimento. E giù le bestemmie.

Questo remake, tuttavia, un suo senso ce l’ha eccome. Chi, come me da undicenne, si sognava la notte la il sorriso Durban’s di Pennywise e i palloncini che esplodevano lordando di sangue muri e mobilia dopo aver visto la miniserie del 1990, concorderà probabilmente che oggi, rivisto alla nostra età come è capitato a me dopo tantissimi anni, quel film non è altro che un “film di formazione” per preadolescenti. Aveva quindi bisogno urgente di una ristrutturazione seria.

Lasciamo stare il libro, cui questo nuovo e moderno remake rende giustizia, e valutiamo l’aspetto spettacolare: gli effetti speciali sono belli, il tizio ha molti più denti e più affilati, i mostri sono più mostri, le allucinazioni più spaventose e gli adulti più miserabili ancora. Insomma, nulla da dire.

C’è pure la gang dei bulli che è composta da metallari che indossano maglie degli Anthrax e ascoltano LA musica a tutto volume in macchina mentre vanno a seviziare i protagonisti. A riprova del fatto che chi è metallaro è sempre nel giusto e che la gente non sa cosa si perde.

Eppure tutto ciò, per il sottoscritto che ha visto una quantità spaventosa di film del terrore, si riduce ad un buonissimo intrattenimento, che quasi mai fa fare un vero e proprio salto sulla sedia. Il problema, poi, con i film horror di oggigiorno, è che puntano troppo spesso sull’effetto sonoro a tutto volume, cui non sempre corrisponde un vero e proprio “spavento visivo”.

Se avete visto la saga dei vari Conjuring e della bambola Annabelle troverete là qualche schizzo in più di adrenalina, mentre qua vi godrete le trovate del clown e l’atmosfera del film, che ha decisamente subito un upgrade a beneficio di un pubblico adulto.

Bill Skarsgård fa piu’ paura di Tim Curry e c’è più gore, quindi accattatevi il popcorn e godetevi oltre due ore di intrattenimento puro e semplice che corrisponde, però, solo alla prima parte del riadattamento del chilometrico romanzo di Stephen King, che per il sottoscritto ha sempre rappresentato la parte migliore della storia. (Piero Tola)

One Comment leave one →
  1. 23 settembre 2017 15:33

    peccato per la scelta di tenere lontano la parte “lisergica” del libro con i protagonisti che iniziano a strippare per capire come sconfiggere it. Una menzione in più alla parte “mistica” e una scena di paura in meno avrebbero reso questo film degnissimo del libro, così com’è è veramente “solo” ottimo entertainment

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