Skip to content

Avere vent’anni: FAITH NO MORE – Album of the Year

28 giugno 2017

Precisamente 8 anni fa, nel giugno del 2009, insieme ad un amico romano, raccoglievo baracca e burattini per fiondarmi a Milano per assistere la prima volta in assoluto a un concerto dei Faith No More (era la prima data italiana della reunion) e tributare loro tutta la mia infinita stima. La band tornava sui palchi dopo 11 anni di oblio (ufficialmente sciolti nel 1998), trascorsi principalmente a cercare di comprendere i vari progetti del suo caro leader, alcuni dei quali rimarranno per sempre nella storia della musica (The Director’s Cut), alcuni meno eclatanti ma pur sempre godibili e originali (Mondo Cane, California), altri che saranno presto dimenticati o che già lo sono da tempo. Dopo 20 anni sono qui a tributare per l’ennesima volta la mia infinita stima e questa volta non so davvero cosa altro possa aggiungere ma allo stesso tempo non posso affatto esimermi.

Potrei parlarvi della doccia fredda di quando venni a sapere dello scioglimento della band, che fu più un lutto che altro anche se si sapeva, oppure della gioia immensa di riavere tra le mani un nuovo insperato album dopo 18 anni trascorsi dalla pubblicazione dal precedente… Album of the Year, la spocchia a livelli altissimi: il gesto presuntuoso del titolo, cercato col lumicino come era tipico dei californiani che non perdevano occasione di provocare quelli che ben pensano, celava dietro un album per nulla facile. Ricordo che se ne parlò male: non piacque ai molti perché era strano, scuro, velato di pessimismo, pure le foto di un funerale nel booklet. Quando il tizio medio non capisce una cosa, la denigra, aggiungi la supercazzola del titolo e il gioco è fatto. Ho sempre pensato che le atmosfere fossero così cupe non solo a causa dell’atteso scioglimento, degli scazzi in atto da tempo e cose così, ma anche per precisa scelta stilistica; ad ogni modo, puoi essere o fare il cazzarone quanto vuoi ma ‘ste cose immagino che pesino molto su una band.

Per apprezzarlo io stesso ho impiegato più tempo del normale, poi l’ho divorato, digerito e cacato un miliardo di volte che posso serenamente affermare contenga alcune della canzoni più belle dei FNM di sempre. Il disco, quindi, non meritava affatto quel trattamento e invito tutti coloro ai quali i FNM stanno tutt’ora comprensibilmente sulle palle, o magari indifferenti, a dargli una chance, perché la verità è che anche Album of the Year era un fottuto capolavoro e si sa, prima o poi, “pravda vítězí”, la verità prevale, come scritto sulla bara di Masaryk. (Charles)

2 commenti leave one →
  1. andrea-metal permalink
    28 giugno 2017 13:28

    Il mio gruppo preferito e album of the year un capolavoro come hai detto.

    Mi piace

  2. bonzo79 permalink
    29 giugno 2017 12:07

    qualche grandissima canzone, classe a palate, qualche esperimento non sempre riuscitissimo, per me un disco a saliscendi, ma cmq da avere

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: