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Avere vent’anni: BROKEN HOPE – Loathing

28 gennaio 2017

brokenhope_loathing

Ricordo come se fosse ieri l’uscita del disgustoso Loathing. Dopo l’altrettanto disgustoso Repulsive Conception, uscito due anni prima, ci si aspettava un ulteriore salto di qualità dai Broken Hope, et voilà. Laddove Repulsive… era ultra-complicato, ipertecnico, e soprattutto lunghissimo, le cose si semplificarono (per modo di dire) in questo quarto full degli statunitensi. È un disco che va dritto al punto. Il riffing è sempre intricato e vario. Ma la maniera in cui i pezzi sono strutturati è più diretta e chiara. Il compianto Joe Ptacek è un orco come sempre e non ferma mai per un secondo il suo putrido “gorgheggiare” da lavandino intasato. Manco durante gli assoli, per dire.

Ora, senza nulla togliere al mio concittadino acquisito Damian Leski (di americana adozione ma nato e cresciuto nella real capitale di Cracovia), non c’e’ proprio paragone. Sentire Omen of Disease e confrontarlo con Loathing è davvero impietoso. A partire dai testi, spasso autentico. Ce n’è per tutti i gusti. Necrofilia, feticismo, blasfemia, malattie infettive e chi più ne ha più ne metta. Andiamo ad analizzarli nei dettagli, perché meritano davvero. Prendete per esempio l’imprescindibile He was Raped, apice di tutto ciò che di blasfemo può esserci nel death metal.

Signori, qua ci troviamo davanti ad un capolavoro, probabilmente concepito durante un tedioso pomeriggio tra sghignazzi e vari tiri di bong. Antefatto: Gesù Cristo si trova nelle prigioni di Pilato in Galilea, in attesa di giudizio. Ecco cosa accade all’interno della cella, condivisa con altri detenuti:

He supposedly pardons us for every sin

But can Jesus forgive those who desecrated his body?

Incarcerated inside a Roman prison

Jesus would soon find His feminine side

They parted his buttocks like the Red Sea

Poesia pura. E poi:

In lock-up he was unable to spread the holy word

Because irreligious penis’ clogged His immaculate windpipe

E ancora:

A handful of inmates would make the Nazarene their bitch

Sexually frocing Him to open His holiest orifices

Never tell the truth of the Lord’s molestation

The anointed deep throating, anally plundered, and crucified

Did His wounds really heal?

Ricordo con piacere il tempo trascorso immerso nella lettura del booklet del Compact Disc originale e le risate nel leggere le immortali liriche di Reunited (di cui potete intuire il tema):

I had to intimately feel her once again

I dig deep into my mothers sepulcher

Her cold, dead flesh soon stirs my lust

Stiffened legs spread to be fucked

My undying live, a son’s sick obsession

Ma c’e’ di piu’, in un crescendo di erotismo raffinato si arriva finalmente all’acme:

With each stroke of my penis inside

“Mommy, sweet mommy” I scream as I ejaculate

Her flesh, healthy semen conditions her dry, rigid femme canal

Pleasure short lived

For when I pull out of the disinterred fuck

The smell that was created could sicken the dead

Oppure Skin is in, che contiene anche un messaggio per il sociale:

Intact health was only a condom away

But you let your guard down for a fatal fuck

Non so voi, ma ogni volta che sento questo pezzo, mi viene in mente la pubblicità progresso, quella dell’AIDS, che solo noi ultratrentenni probabilmente ricordiamo. Quella con la striscia viola che contorna le persone infette, per intenderci.

L’album comunque è mostruoso. È quanto di meglio sia mai venuto fuori nella seconda metà degli anni novanta per quanto riguarda il brutal, al pari di Cryptopsy e Krabathor. Bowels of Repugnance era un pugno in pieno volto: trenta minuti di sconvolgente brutalità, ma qua ci troviamo davanti ad una macchina perfettamente programmata per distruggere. Un apice che non fu mai più raggiunto e che davvero, per quanto mi riguarda, è l’ultimo vagito di un’era irripetibile per il death metal. (Piero Tola)

7 commenti leave one →
  1. Crisuommolo permalink
    29 gennaio 2017 14:23

    Qualche anno fa uscì un cofanetto dei primi quattro album a prezzo umano (sui 20 euro), una chicca!

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  2. Crisuommolo permalink
    29 gennaio 2017 14:25

    Ma l’ultimo dei Vader ve lo siete perso, sono distratto io o piace solo a me?

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    • 29 gennaio 2017 17:47

      Non l’ho ancora ascoltato.

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      • Crisuommolo permalink
        29 gennaio 2017 19:14

        Ok, grazie! Mi piace confrontare le mie opinioni sui dischi con le vostre, sono un vecchio lettore di Metal Shock.

        Mi piace

  3. fredrik permalink
    29 gennaio 2017 17:55

    Avendo la cassettina non mi rendevo conto dei testi esilaranti, però resta un gran disco.
    da recuperare!

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  4. Cattivone permalink
    30 gennaio 2017 10:28

    Li vidi per caso di spalla agli Immolation senza avere la piú pallida idea di chi fossero. Mi piacquero parecchio e mi ripromisi che li avrei recuperati in seguito, ma non l’ho mai fatto. Direi che é giunto il momento.

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  5. ignis permalink
    9 febbraio 2017 14:00

    Ricordate quel video di una band di musica italiana per la loro canzone “Il colore viola”? Non ricordo più il nome della band.

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