Skip to content

Un disco per l’estate: SUPERSUCKERS – Holdin’ The Bag

6 luglio 2016

supersuckers-album-2015-300x300Per i Supersuckers la storia della musica inizia con Johnny Cash e finisce con gli ZZ Top, il che, ammetterete, è una posizione assolutamente legittima e rispettabile. La stessa copertina di quest’ultimo Holdin’ The Bag richiama, in qualche modo, quella di Tres Hombres, seppure non in maniera diretta come quella di Ace Of Spades. Get The Helluscito un paio di anni fa, era un mezzo capolavoro, forse uno dei migliori lavori in assoluto del trio di Tucson (con l’addio di Dan Bolton, la formazione a quattro è di nuovo venuta meno). Le successioni di accordi erano sempre quelle quattro che alla scuola di musica ti insegnano il secondo giorno ma non avevano mai funzionato così bene. Era un disco più elettrico, dal suono formalmente più moderno, che strizzava involontariamente l’occhio a tutta l’ondata acustica passatista che ha investito, a partire dal duemila, una grossa parte dell’indie rock, quasi ad affermare quanto il re fosse nudo. Ovvero, sempre quelle quattro successioni di accordi sono, è inutile che facciate gli intellettuali maudit. Infilarci la cover di Never let me down again dei Depeche Mode fu una trovata filosoficamente reazionaria. Sì, è una bella canzone, ma vedete come viene ancora meglio con la chitarrina.

Holdin’ The Bag è più rilassato e riflessivo del predecessore. È quasi tutto buttato sul country, giusto con qualche distorsione qua e là (Shimmy And Shake). Non un’operazione integralista come Must’ve Been High ma ci siamo vicini. Get The Hell era una bomba difficile da replicare, il confronto andava ritardato. L’ispirazione è la medesima ma i toni sono più dimessi e il revivalismo sudista più spinto. È tutto sempre e comunque bellissimo, ci mancherebbe. Il mio brano favorito è All my rowdy friends, dove Eddie Spaghetti stigmatizza l’involuzione degli amici che, sistematisi, non hanno più la voglia e la forza di andare in giro a fare casino (“nobody wants to get drunk and get loud“). Mi piace constatare che i miei compagni di blog che hanno messo su famiglia non sono finiti così. Ci abbiamo il metallo, del resto. Disco da macchina dell’estate 2016. (Ciccio Russo)

3 commenti leave one →
  1. MorphineChild permalink
    6 luglio 2016 13:18

    30 secondi di ascolto e già la voglia di birra e grigliata è insostenibile

    Mi piace

  2. 6 luglio 2016 23:18

    “Motherfuckers Be Trippin” fu il mio dell’estate 2003 (assieme a “voodoo blues” dei The Mutants)

    Mi piace

Trackbacks

  1. Blog Fire Death: le playlist 2016 dei tizi di Metal Skunk | Metal Skunk

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: