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Black Rainbows/ Wedge/ Electric Superfuzz @Init, Roma, 6.03.2015

12 marzo 2015
wedge_live

Wedge (foto di Mattia Baldi)

Per una volta arrivo in tempo per vedere tutti i gruppi. Gli Electric Superfuzz hanno fatto uscire da poco il primo album How to forget e stanno suonando spesso al Sinister ultimamente ma non mi era ancora capitato di beccarli. Non è il mio genere (garage rock fuzzone e bluesone tinto qua e là di punk) e ammetto di non aver quindi nulla di particolarmente intelligente da scrivere su di loro, salvo che mi sono sembrati carini e che, considerando che non sono attivi da moltissimo, tengono discretamente il palco e hanno l’aria di divertirsi. I Wedge, da parte loro, sono attivi da un anno solo e già spaccano come veterani. Forse perché il cantante e chitarrista Kyryk veterano lo è davvero, dato che si aggira per la scena strafattona di Berlino da metà anni ’90, quando si spaccava nei Liquid Visions per poi passare il decennio dopo ai The Magnificent Brotherhood. Gli altri due non so chi siano. L’imprinting quindi è sessantiano, con un orecchio all’America e l’altro all’Inghilterra. I brani dell’esordio omonimo dal vivo, però, suonano più aggressivi, abbastanza da entrare in sintonia anche con l’ala più trucida di un pubblico che risponde bene e fa casino. Lo show scorre rapido e intenso come una sveltina in ascensore. Sembra un genere semplice da suonare ma, proprio perché i giri sono sempre quelli, la differenza la fa la cazzimma. Già candidati in playlist alla voce “gruppo di supporto dell’anno”.

Chiudono la serata i Black Rainbows, che presentano il nuovo album Hawkdope, eseguito pressoché integralmente (era il release party) con pochissimi pezzi vecchi a giro, tra i quali l’ormai tradizionale cover di Back To Comm degli Mc5 in chiusura. Il disco l’ho ascoltato finora solo un paio di volte e i romani mi sono sembrati tornare a un suono più psichedelico e hawkwindiano quando non più classicamente stoner; le canzoni nuove mi hanno ricordato più i pezzi dei primi album che il precedente Supermothafuzzalicious!!, forse perché Gabriele Fiori quel lato stoogesiano sfascione lo sta sfogando con i Killer Boogie e quindi era inevitabile aspettarsi atmosfere più dilatate e spaziali da Hawkdope. Lo trovate in streaming qua. (Ciccio Russo).

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