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I (più o meno) graditi ritorni di ARCTURUS, BURZUM ed ENSLAVED

27 febbraio 2015

Gli ENSLAVED ci fanno dono di un’altra anteprima dall’imminente In Times, la cui uscita nei negozi è prevista per il 9 marzo. Noi continuiamo a dare eco a qualsiasi cosa loro facciano perché siamo convinti che gli autori di RIITIIR siano tra i migliori gruppi attualmente esistenti. Questa One Thousand Years Of Rain rimescola per l’ennesima volta le carte, ripartendo dallo stile degli ultimi album e nel contempo riprendendo suggestioni viking ormai da lungo tempo accantonate. L’attesa per il disco inizia a farsi spasmodica.

Dal canto suo, il conte BURZUM dà ulteriore spazio alla propria logorrea musicale con Forgotten Realms, che a quanto ho capito non è un’anticipazione del prossimo disco, ancora non annunciato, ma semplicemente una traccia che verrà messa in commercio in formato digitale a partire dal mese prossimo. Il pezzo è una specie di ripresa di Rundtgåing av den transcendentale egenhetens støtte, ovvero la strumentale di 25 minuti di Filosofem. Niente strumenti tradizionalmente rock: solo tastierine, sintetizzatori e una voce narrante filtrata. Vikernes dev’essere al corrente del fatto che molti (tra cui io) usano quel pezzo di Filosofem come sonnifero, e infatti nel video avverte di non prendere sonno. Che simpaticone, il conte. 

E poi gli ARCTURUS fanno un nuovo disco. Gli Arcturus? Ma esistono ancora? Ebbene sì, a quanto pare: non ho neanche mai sentito il precedente Sideshow Symphonies di esattamente dieci anni fa, essendomi fermato al bel The Sham Mirrors del 2002. Avevo così completamente rimosso che ora alla voce c’è ICS ‘Corvotempesta’ Vortex, uno che arriva sempre nel momento peggiore. Il disco uscirà l’8 marzo e si chiamerà Arcturian, vediamo un po’ che tireranno fuori.

Arcturus-Arcturian

5 commenti leave one →
  1. MorphineChild permalink
    27 febbraio 2015 16:08

    per quanto mi riguarda, il nuovo Enslaved è il disco più atteso dell’anno, e la traccia in anteprima non fa che aumentare l’acquolina in bocca… l’impressione è che vogliano spingere un po’ più in là la simbiosi tra suggestioni vichinghe e tutto quanto è venuto dopo, in qualunque modo lo si possa definire, e ciò è miele per le mie orecchie

    riguardo agli Arcturus, spero che l’approdo alla Prophecy (?!?) dia vita ad un buon disco, chi vivrà vedrà ma senza farsi troppe aspettative. il pezzo di Burzum invece è perfetto per la mia vita da pendolare: arrivo in stazione, mi siedo, 3 minuti di quella canzone e dormo fino a Milano

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  2. Lorenzo permalink
    27 febbraio 2015 21:27

    Rundtgåing av den transcendentale egenhetens støtte è un gran pezzo, al di là della lunghezza. Ritorni graditissimi da parte mia comunque.

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  3. Davide von Pauli permalink
    9 marzo 2015 11:52

    oh my god. gli arcturus?!? uno dei miei gruppi preferiti insieme ai solefald. speriamo non se ne escano anche loro con una merdata tipo “bububu bad beuys”, potrei non reggere il colpo..

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