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DESOLATE SHRINE – The Heart Of The Netherworld (Dark Descent)

16 febbraio 2015

476097Premessa: se non avete mai sentito nominare i Desolate Shrine procuratevi prima di subito il loro debutto, Tenebrous Towers, che era ed è tuttora uno dei più fulgidi esempi di come rivisitare il sound degli Incantation in chiave più moderna mescolandolo al death svedese senza snaturarne lo spirito. Se invece, come me, seguite la band di Helsinki dagli esordi preparatevi a quella che potrebbe essere una mezza delusione (o forse no).

The Heart Of The Netherworld è il terzo full di questi ragazzi finlandesi e, almeno per quanto mi riguarda, è un mezzo passo indietro. Stilisticamente non è che siamo poi molto distanti dagli esordi, il binario è sempre quello di un death metal molto cupo ed evocativo, con rallentamenti e cadenzature quel tanto che basta a spezzare la monotonia di un lavoro che, altrimenti, sarebbe stato “solo” un susseguirsi di blast beat e invocazioni al demonio (cosa che non mi dispiace affatto, beninteso). Il problema fondamentale qui è che la componente doom pare aver preso quasi totalmente il sopravvento soppiantando l’impianto furioso e catacombale che caratterizzava i due lavori precedenti. Di capitoli estremamente ispirati ce ne sono (Black Fires Of God e l’eccellente Death In You) ma il tutto viene diluito in sette tracce dalla durata eccessiva che finiscono con l’abbassare l’asticella dell’attenzione più per l’inserimento di passaggi inaspettati e fuori luogo che per un calo d’ispirazione vero e proprio. Prendiamo la massiccia We Dawn Anew, con i suoi 14 minuti e passa di durata: qua e là spuntano momenti di oscura bellezza tali da farvi mollare tutto quello che state facendo, incollandovi alle casse dello stereo in preda a furori mistici, ma per il resto è una canzone talmente impegnativa da risultare quasi esagerata in quello che, a conti fatti, è un disco composto da gente cresciuta a pane e death metal. Intendiamoci, apprezzo questo genere in quasi tutte le sue sfaccettature, sia quelle più caciarone e ignoranti che quelle più ragionate e, passatemi il termine, intellettuali; ma qui siamo davanti a qualcosa di completamente diverso.

I Desolate Shrine erano partiti benissimo, con una manciata di idee ben chiare e tutte le carte in regola per metterle in pratica nel migliore dei modi, vederli ridursi a fare i Deathspell Omega del death metal spiace. The Heart Of The Netherworld consta di 7 pezzi la cui durata varia dai 6 ai 14 minuti. Avrei apprezzato di più un numero maggiore di canzoni diluite in modo da non risultare un mattone di difficilissima assimilazione. Ad ogni modo, se siete fan di questo preciso modo di suonare death metal, vi piacerà comunque e, come me, lo acquisterete a scatola chiusa anche solo per la bellezza dell’artwork. Disco che fa bene a Satana, ma con digestivo al seguito.

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