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Cosmic rebels: intervista agli AIRBORN

1 luglio 2014

airborn

Non faccio un’intervista dal 2007. La motivazione è che, quando ero sul Metal Shock cartaceo, ero chiaramente obbligato a farne decine con gruppacci improbabili a cui non sapevi minimamente cosa chiedere, la cui pochezza musicale era superata solo dalla pochezza delle loro dichiarazioni. Quando la rivista chiuse mi venne quindi una specie di rigetto, anche perché di solito un’intervista richiede una quantità di tempo sproporzionata rispetto all’interesse che poi attira: onestamente, un’intervista con, diciamo, gli Mnemic, che richiede comunque due-tre ore solo per la sbobinatura, chi cazzo se la legge poi?
Quindi questa è la mia prima intervista da parecchi anni a questa parte. Ho scelto di farla con i torinesi Airborn perché se lo meritano, perché credo che siano il gruppo power più sottovalutato d’Italia e perché la loro Born To Fly è una delle canzoni che ho cantato di più sotto la doccia in vita mia. Vi ho già parlato di Against The World, il loro primo album e per quanto mi riguarda il loro capolavoro; adesso il cantante/chitarrista e lider maximo Alessio Perardi ci parlerà del loro quarto album, il bel Dark Future Rising.

In Dark Future Rising ho notato un’impronta più teutonica, specie nell’incedere e nelle ritmiche, anche se le linee melodiche continuano a caratterizzarvi come un gruppo italiano. Sei d’accordo?
Sono d’accordo sull’impronta teutonica ma non è una novità, l’abbiamo sempre avuta! I gruppi power italiani sono davvero molto diversi da noi… l’unica cosa che ci accomunava nei primi dischi era l’uso incessante di orchestre e tastiere di sfondo. Poi ci siamo un po’ stufati anche di quelle… in Legend Of Madog c’era solo un po’ di Hammond in un brano e zero tastiere nel resto, in Dark Future Rising sono tornate un po’ ma molto leggere. Tornando al power tedesco, è la nostra e soprattutto la mia passione in ambito metal. Gira e rigira, questo genere l’hanno inventato loro e il loro approccio nel farlo per me rimane l’unico davvero genuino. Chi è riuscito a fare dischi migliori di Somewhere Out In Space, Black Hand Inn, Nightfall o Unification negli ultimi anni? Secondo me nessuno.

Visti da fuori, la cosa che sembra caratterizzare maggiormente gli Airborn, sia come persone che come musicisti, è una passione talmente forte e genuina da essere quasi ingenua. Pensi che questo vi abbia alla lunga penalizzato, rispetto a vostri ‘colleghi’ un po’ più paraculi?
Siamo fatti così: ci piace quello che facciamo e un po’ meno fare scena o andare a cercare quello che va di moda. Tanto, rockstar non lo diventa nessuno in questo vituperato genere: meglio fare le cose che ci divertono e ci piacciono. Se abbiamo voglia di provare qualcosa musicalmente lo proviamo, se abbiamo voglia di fare un testo con humor lo facciamo, se vogliamo parlare di politica/religione/società/argomenti seri a scelta, pure… non è che ci facciamo grossi problemi sulle conseguenze! Fra l’altro ci tengo a precisare che Dark Future Rising è un progetto rigorosamente “stronzi free”: dalla nostra casa discografica Remedy Records, al mastering di Piet, al merch di Overzone, al booking di GLZ, alle band con cui abbiamo suonato (Iron Savior, Longobardeath, Soul Mask e Energy Of The Elements), al nostro crew (Ago, Loretta e Davide) ai posti dove abbiamo suonato… abbiamo scelto solo persone che avessero un lato umano positivo e onesto. Noi stessi ci imponiamo di essere sempre gentili ed educati con tutti. Alcuni dicono che solo gli stronzi portano a casa i risultati, i fatti mi stanno dimostrando il contrario e sono molto felice! 

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I primi due dischi sono stati prodotti da Piet Sielck, gli altri due da te. Perché hai voluto cambiare? Cosa ti ha insegnato Piet?
Ho passato i primi anni ‘80, quando ero bambino (ebbene sì, vado per i 40 ormai!) nello studio di mio padre, che all’epoca aveva una sala d’incisione fantastica, e la prima cosa che mi ha insegnato (per farmi diventare un vero uomo, presumo) è stata saldare i cavi audio a stagno. Ovviamente registrare e fare produzioni è sempre stata una grossa aspirazione per me. Piet mi ha insegnato tutto il resto, anche al di là dell’aspetto puramente tecnico: arrangiamento, armonie e anche un bel po’ di deontologia professionale tedesca. La mia stima nei suoi confronti è pressoché infinita! Comunque abbiamo continuato a collaborare con lui anche sugli altri dischi, in Dark Future Rising ha curato il mastering, ha fatto un assolo come ospite e ci ha dato alcune dritte sul mix. Senza contare che abbiamo fatto un po’ di date in Italia con gli Iron Savior ed è stata una gran bella esperienza! Parlando di lavori in studio, faccio un po’ di promozione, già che ci sono: recentemente ho prodotto anche il disco solista di Elisa Over, che magari consocerete per la sua militanza nei White Skull o per il suo gruppo attuale, gli Spidkilz. E’ un gran bel disco, diverso dal solito, ve lo consiglio caldamente!

Negli ultimi due album, Legend of Madog e Dark Future Rising, c’è stato un indurimento del suono e inoltre trovo che i riff siano più rocciosi e quadrati, per così dire. È solo a causa della diversa produzione o è frutto del vostro processo evolutivo?
Un po’ tutte e due le cose. Stiamo, da un lato, diventando dei vecchierelli nostalgici e quindi abbiamo recuperato un po’ di stile Judas Priest e vecchia scuola, dall’altra sono venute fuori maggiormente le influenze degli altri membri del gruppo che vanno un po’ al di là del power a livello di suoni e durezza, e io stesso ne sono stato contagiato piacevolmente!

Con nomi storici del power come Kai Hansen e Piet Sielck tu condividi la passione per la fantascienza, oltre che per il fantasy. Se qualcuno volesse utilizzare i dischi degli Airborn per altrettante colonne sonore, a quali film li assoceresti?
In Dark Future Rising ci sono due pezzi ispirati ad altrettanti film di John Carpenter: They Arise è liberamente tratta da Essi Vivono, e Reign Of The Human Race da Fuga da Los Angeles. Non è nel ramo delle cose plausibili ma se mai Carpenter usasse un pezzo degli Airborn in un suo film, penso che piangerei come un bambino per settimane… Aneddoto: la nostra Heavy Metal Wars è palesemente ispirata ai Transformers. Quando stava per uscire il film del malefico Michael Bay, avevo inviato un mp3 al produttore Don Murphy: inspiegabilmente ci hanno preferito i Linkin Park. Cavolo!

Se tu non avessi avuto un gruppo, avresti fatto come quei tizi che su youtube suonano le vecchie sigle dei cartoni animati e dei videogiochi? Tu lo hai già fatto con Heavy Metal Bubble, anche se mi pare fosse suonata con soli strumenti elettronici…
Getto la maschera: sono un superfan della musica del Commodore 64 e dell’Amiga e per rilassarmi ascolto anche due radio che la suonano incessantemente: c64radio.com e c64radio.com/Amigaradio. Non solo: io stesso ho fatto un sacco di rifacimenti di classiconi del genere. Ho anche un progetto parallelo che si chiama Future-X, in cui faccio musica su quello stile, ed ho appena pubblicato un nuovo disco. Cercate Future-X su facebook se vi va (astenersi metallari defender incalliti oppure mi odierete e sentirete un irrefrenabile desiderio di farmi del male). Non preoccupatevi comunque, io sono un tipo eclettico a livello personalità multipla, quindi queste mie passioni non intaccheranno la durezza e purezza degli Airborn. Ah, se volete un grande remix metal di un classico del genere, guardate Turrican – The Final Fight dei Machinae Supremacy.

In Dark Future la chitarra solista inizia un po’ riecheggiando Seven Nation Army: è un portafortuna per i Mondiali? A  proposito, chi vince?
Oddio! Seven Nation Army??? Chiedo perdono se l’ho fatto… Odio i White Stripes con tutto me stesso!!! Beh no, sto esagerando, in effetti quel pezzo non era nemmeno così male… Vabbè, comunque non l’ho fatto apposta. Non sono un superesperto di calcio, anche se in periodo mondiali la mia passione italica si risveglia. Potrei azzardare che il Brasile potrebbe ben figurare, dato soprattutto il fattore campo/climatico etc, che l’Italia potrebbe dare soddisfazioni se gioca Immobile al posto di Balotelli, che come al solito tiferò di nascosto per la Grecia e che un mio amico francofono mi ha dato il Belgio come sorpresa di questi mondiali… Sarà vero? Ho dato più pareri calcistici in questa risposta che in tutta la mia vita messa insieme, quindi il loro valore è praticamente pari a zero. Siate comprensivi.

Tobias Sammet una volta disse che aveva formato gli Edguy allo scopo di rimorchiare le ragazze alle assemblee di istituto. Tu perché hai formato una band?
Considerando che Toby Sammet è l’unico cantante power a cui ho visto fans lanciare mutandine e reggiseno, penso che la sappia lunga a riguardo… Io più che altro l’ho fatto perché sono un compositore compulsivo e tutto quello che scrivo dovevo pur usarlo in qualche modo.

Come da tradizione, hai carta bianca per dire tutto ciò che vuoi ai lettori di MS.
Grazie mille per l’intervista e grazie anche ai lettori di Metal Skunk! Se volete saperne di più sugli Airborn fate un giro sul nostro sito www.airbornband.com o sulla nostra pagina facebook.

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