Once upon a time in Norway #10 – Fishfucking God’s planet

norway-curiosities

Mi pare di ricordare che, in seguito alle tristi vicende dell’Inner circle, i buontemponi della cricca avessero cominciato con varie infamate all’indirizzo di questo o quel personaggio. Sempre se la memoria non m’inganna, mi pare di aver letto da qualche parte che qualcuno avesse messo in giro la voce che “ogni volta che Euronymous stava spaparanzato a mangiare kebab dietro il bancone di Helvete, lo faceva coi soldi della Deathlike Silence”, e, fatto ancora peggiore, che fosse stato ritrovato, nel cassetto del suddetto bancone, uno strumento di autosollazzo con, come dire, segni d’utilizzo. Che la storia sia vera o inventata non ha, ovviamente, alcuna importanza. Livin’ hardcore radikvlt, diremmo noi oggi, ma all’epoca tali categorie filosofiche non esistevano ancora.

Non dovrebbe quindi stupire il ritrovamento, battuto da tutte le agenzie di stampa, di un simile strumento nel ventre di un merluzzo, che notoriamente (fatevi una cultura, risalite al testo originale, imparatevi il norvegese e traducetevelo) è tra gli animali più nekrokvlt che esistano. Volendo invece fare del moralismo, si potrebbe anche dire che a forza di deep trout del genere stiamo veramente fishfucking God’s planet, e sarebbe anche ora di finirla. A voi, ovviamente, trarre i giudizi del caso. Ad ogni modo, riteniamo opportuno informarvi della cosa, anche e soprattutto per calare un velo pietoso sulle altre notizie provenienti dal regno di Norvegia, che pare vedano un imminente workshop di scrittura testi gestito da Satyr al prossimo Inferno festival. Si salvi chi può.

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