HAIL AND GRILL

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Direte voi, che minchia ce ne facciamo di un articolo sul barbecue quando l’estate sta finendo e un anno se ne va, parapapapapapà, arriva l’autunno, il freddo, le foglie cadono, piove e le tenebre imperversano su questa parte di mondo? Bè, e che devo dirvi: se la pensate così sul barbecue, siete degli ignoranti patentati, ma non temete, ci sono io per voi.

Perché, vedete, il barbecue è la cosa più metal dopo il metal stesso. La fiamma che arde (non nera, ma comunque), la griglia che si arroventa, la carne che sfrigola (o il pesce, o le verdure, o quello che è), il profumo che si spande nell’aria, le birre che volano da una parte e dall’altra, lo stereo che vomita qualcosa di appropriato, chessò i Manilla Road (meglio se in versione karaoke), mentre uno aspetta che si cuocia il tutto e cazzeggia lì intorno godendosi la compagnia. Cioè, non è una roba solo da estate, ferragosto in campagna con falò e principio d’incendio annesso, salsicce bucate, braciole di maiale dure come il marmo e poi tutti a casa con la panza tipo bomba della seconda guerra mondiale inesplosa e settantaquattro giorni di cagarella a spruzzo  per disinnescarla. No.

Il barbecue è qualcosa che, potendo, va vissuto tutto l’anno. Scrivo ‘potendo’ perché, ovviamente, se abitate in un condominio, non avete un terrazzo, non avete una casa o non avete i soldi per procacciarvi di che eventualmente cucinarci con il barbecue, mi spiace molto ma lo sapete tutti: è un mondo difficile.

Anzitutto, dovrete procurarvi un barbecue come si deve. Come si deve vuol dire non la straclassica merdata fatta con le lattine riciclate che trovate sul volantino di brico ogni inizio estate a tipo 49 euro e 90 o poco più. Costa poco ma non dura nulla, e ci farete ancor meno. In generale dovreste cercare qualcosa fatto con buoni materiali, che vi dia una giusta sensazione di solidità, soprattutto per quanto riguarda il metallo (IL METALLO) di cui è composto il braciere, che poi è l’elemento chiave di tutto l’arnese. Se non è buono il metallo (IL METALLO), se è praticamente carta stagnola o poco più, allora fuggite come il vento.

Questo è il MALE.

Questo è il MALE.

Pensate solo che, se vi prende la scimmia, è facile che con quel barbecue ci cucinerete spessissimo, nei fine settimana magari anche pranzo e cena, per cui valutate bene la qualità di quello che comprate. Che poi, se state leggendo e siete arrivati fin qui, è già più che probabile che la parola barbecue vi abbia fatto rizzare le orecchie, quindi in caso spendete bene i vostri soldi, che non vuol dire spenderne pochi ma spenderli il giusto.

Importantissimo: prendete un barbecue con il coperchio, perchè il coperchio realmente vi cambia la vita in miliardi di modi diversi. Con un coperchio potrete affumicare, cuocere in indiretta, in low and slow (cioè a una temperatura relativamente bassa per un periodi di tempo più o meno lungo), controllare la temperatura della brace agendo sulla quantità di ossigeno che entra nel barbecue, prevenire le eventuali sfiammate ed in generale avrete la possibilità a) di trattenere il calore e b) di trattenere la quantità desiderata di fumo e di AROMA in quello che state cucinando, dove con un attrezzo senza coperchio potete solo grigliare e null’altro.

Questo è il BENE.

Questo è il BENE.

In effetti la distinzione è questa: con un barbecue con il coperchio si può cucinare, senza solo grigliare, ovvero cuocere per poco tempo e ad alta temperatura. Che per carità, mica è male. Se andate in una steak house, in media è esattamente quello che fanno. Più o meno. Cioè, potete farlo anche con un semplice camino, per dire. Però, se andate in una steak house e gli chiedete, chessò, le costine di maiale tipo queste:

oppure il pollo così:

Ma cosa c’è di così intrinsecamente metal come un succoso pollo cotto alla brace impalato su un lattina di birra mezza piena? A parte se lo aveste abbatutto a frecciate, ve lo dico io: niente.

non è che possono farvele. In Italia per lo meno. Eh no. O, al limite, vi servono una robaccia fatta al forno che non somiglia neanche per sbaglio a quello che vedete quassù che, fidatevi, è roba da andarci in orbita al primo morso.

E comunque, gas o carbone? Che poi sarebbe la grande distinzione tra quelli che fanno barbecue.

Mah, per quanto mi riguarda io uso un barbecue a carbone. Non che i barbecue a gas non abbiano le loro buone qualità, che poi sarebbero principalmente la praticità d’utilizzo e l’affidabilità nel controllo della temperatura.

In sostanza, con un barbecue a gas si tratta semplicemente di girare una manopola come sulla cucina di casa per alzare o abbassare la fiamma, dove su un modello a carbone per controllare e stabilizzare il livello di calore prodotto dalle braci bisogna necessariamente agire sulla quantità di carbone e sul livello di ossigeno all’interno del braciere, ovvero: ci vuole esperienza, ci vuole occhio, ci vuole il manico. E secondo me è molto più appagante, anche se ovviamente c’è tutta una curva d’apprendimento da percorrere, a volte pure bella ripida. Ma ne vale la pena. Senza contare che con un barbecue a gas non è che si può affumicare più di tanto (se non con qualche escamotage, ma si tratta comunque di ripieghi nella migliore delle ipotesi), e la giusta nota affumicata è quel di più (a volte anche molto di più) che di solito ti fa accendere il carbone. Altrimenti uno potrebbe pure cucinare col fornello di casa, no? Ma non è la stessa cosa, come dire.

Che poi un barbecue a gas decente poco che vuol costare costa parecchio di più del corrispettivo a carbone. Toh, al limite uno potrebbe affiancare a un modello a carbone uno a gas, magari più piccolo, per quando c’è fretta di farsi quella benedetta costata ma non c’è tempo di aspettare che si accenda la brace e che arrivi a temperatura. Tipo. Però, vabbè, questa in caso è una fase molto, molto successiva all’eventuale acquisto di un primo barbecue.

Insomma se siete dei metallari e non amate la cottura al barbecue, siete degli stronzi. E se l’amate, diamine, pensate ad approcciarlo in maniera un poco più seria che non salcicce e briustel. Non fate i classici metallari grezzoni, ignoranti come la merda. Non sul barbecue per lo meno, che è una cosa seria. Adesso inforcate la porta e andate a regalarvene uno. Oppure, se vi pesano le chiappe o non si trova nello sperduto buco di culo dove abitate, ordinatelo su internet. Però fatelo, non ve ne pentirete. E poi magari, se vi va, ne riparliamo. (Cesare Carrozzi)

 

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