Jucifer // Flying Eyes // Golden Animals @Sinister Noise, Roma, 15.09.2013

Jucifer

La legione romana di Metal Skunk, ansiosa di riprendere le ostilità con la stagione live 2013/14, per una sera si ritrova quasi al completo al Sinister Noise per quello che è l’equivalente nerd del primo giorno di scuola. La gradita novità è che si inizia a un orario decente, costume che quando si diventa dei vecchi rompicoglioni è una cosa che si apprezza particolarmente, soprattutto se il cartellone è ricco come oggi. Il programma infatti prevede ben tre band differenti, al duo retrò Golden Animals / Flying Eyes (in tour insieme in Europa da oltre un mese) viene aggiunta per la serata anche la pesantezza dei Jucifer. Abbastanza singolare è come l’età delle band in questione sia inversamente proporzionale alla modernità della proposta, un viaggio dagli anni sessanta ai novanta in cui i più retrogradi sono i ragazzini e gli avanguardisti gente che oggi avrà almeno quarant’anni.  I primi ad esibirsi sono i Golden Animals, scarno duo newyorkese chitarra e batteria dal tipico late sixties sound, i cui rimandi più evidenti sono 13 Floor Elevators e Doors (band da sempre considerata seminale me le cui tracce sono pressoché irrintracciabili nei gruppi odierni). Da notare come il chitarrista per la maggior parte dei brani non utilizzi il plettro ma le dita proprio alla maniera di Robbie Krieger, producendo un sound di chitarra pressoché identico a quello dei notissimi scoppiatoni californiani. Avete appena letto una mia considerazione tecnica da vero critico musicale, fatene buon uso perché non ce ne sarà un’altra almeno per i prossimi cinque anni.

verdone-ametranoI Flying Eyes, spostano l’orologio avanti di circa un decennio, il suono si fa più spesso e turbo settanta, il gruppo possiede vari elementi elementi classici del genere tra cui vale almeno la pena di ricordarne un paio: il bassista dal look straccione/vagabondo, il batterista delle fattezze scimmiesche (secondo Roberto ‘trainspotting’ Bargone un perfetto incrocio tra Wolverine e Ametrano di ‘Bianco, Rosso e Verdone’). Cazzate a parte, la band fa un ottimo concerto, il pubblico ne è progressivamente sempre più coinvolto e li saluterà con una piccola ovazione. Per me gradimento altissimo, ho anche comprato il loro ultimo album Lowlands (Noisolution, 2013). Toglietemi tutto ma non il mio hard rocche. Nell’intervallo Ciccio erudisce un piccolo uditorio sulla storia dei Jucifer, sulla loro peculiare condizione abitativa e familiare, il loro stile vita nomade e sul fatto che abbiano un cane che quando sono in tour in Europa lasciano da una delle suocere (non ricordo quale delle due). In tutto ciò Charles pasteggia a birra e Pringles. Io in realtà i Jucifer li avevo già visti qualche anno fa ad uno S.H.O.D. e non mi avevano impressionato particolarmente, purtroppo le sensazioni della volta scorsa vengono confermate. Dal vivo, puntando sul solo impatto, sembrano perdere molte delle sfumature presenti in studio, questo unito a un problema con i suoni in generale (era tutto sepolto sotto un rullante stacca-orecchie) ha fatto in modo di assistere a una performance non memorabile. Peccato perché altrimenti la festicciola di rientro sarebbe stata davvero perfetta. Ad ogni modo, si torna a casa con la panza gonfia di birra e le orecchie che fischiano; la stagione è comunque ricominciata sotto i migliori auspici.

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