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La pancia e gli occhiali: notizie del nuovo RED FANG

1 settembre 2013

radAprirsi a nuovi ascolti e scoprire, di fatto, il genere più vecchio del mondo. E’ forse la formula base che dovrebbe imparare ogni band prima di mettersi a provare riff su riff, prima di lasciarsi andare ad estenuanti brainstorming sulla natura del sound da adottare. A me i Red Fang piacquero tanto da guadagnarsi un posticino nella mia top ten di fine 2011 (che è per me un concetto bizzarro di suo, quindi questo dicembre aspettatevi l’ennesima scaletta strampalata), e fu – tipo – l’unico disco che infilai senza forzature, senza spinte, alla prima scrematura, memore di quanti ascolti aveva calcolato il mio lettore mp3 e di come ancora non mi fosse passata la fregola dal primo contatto con la band. Se non lo sapete, gli sfascioni di Portland hanno esordito nel 2008 con un full omonimo di tutto rispetto, contenente alcuni pezzi che già all’epoca stendevano per come fossero in grado di mantenere, pur nella frittura metallara del tutto, una doratura genuinamente stoner, e il paragone culinario è l’unico che riesco a fare a quest’ora. Poi venne l’ottimo Murder The Mountains e tutto intorno seguirono split e singoli come nella migliore tradizione underground. L’anno scorso hanno rilasciato pure il singolo Crows In Swine che non era affatto malaccio. Oggi, complice il solito teaser Relapse e il pissi pissi internettiano, veniamo a sapere della futura pubblicazione di Whales And Leeches, secondo full lenght della band di Portland. Un’ottima scusa per accompagnare la disfatta psicofisica causata dal cambio di temperatura e di abitudini di quei giorni di metà Ottobre. Grazie Relapse.

Per il momento qua trovate un non-so-cosa scritto dal bassista dei Melvins Jared Warren (che è quello subentrato a non-mi-ricordo-chi nel 2006 e prossimo ad entrare in questa pagina). Un teaser anche questo, due righe per presentare un disco verso cui lanceremo occhiate di sdegno/approvazione prematura subito dopo il link di soundcloud. 

Già nelle parole di Warren si legge una certa ansia che condividiamo. Ma è quel tipo di ansia – non so a voi – che ti prende una volta che sai che un disco di una certa fattura come Murder The Mountains anticiperà tutta una carriera di una band nel suo piccolo già compiuta. Non dico già leggendaria ma di sicuro adulta. E’ migliorato il cantato a due voci, la tecnica si è affinata, un intero anno di tour ha massacrato i loro corpi ma al tempo stesso li ha allenati a prove di resistenza che immagino si tradurranno in un disco pregno di maggiori accorgimenti. E su un pezzo canta pure Mike Scheidt degli YOB, fate voi. Il pezzo è bello di suo, compatto e veloce, ottimo infatti per il lancio sul mercato. E’ la rotondità di quel tipo di stoner che, magari, potrebbe costare alla band un tantino in cambio di maggiore appeal. Ma è l’anno dei Red Fang, dice Warren, e noi a questo punto non possiamo che fidarci. Di seguito il teaser Relapse.

Lo scrivo a margine. Sapete cosa mi allarma di più? L’effetto Mastodon, che poi pare che ce l’abbiamo con loro e invece no. Due binari viaggiano paralleli ma a velocità spesso diverse. La creatività galoppa da un lato, la leggenda cresce dall’altro. Quando la creatività si trasformerà in maturità e balle del genere che normalmente si dicono per smorzare la delusione di non aver ricevuto due volte lo stesso sorprendente piatto (per quanto appetitoso), la leggenda sarà troppo avanti e di loro parleranno solo le copertine. Ma per ora non vale la pena fasciarsi la testa. O portare rogna.

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