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Franza o Spagna, purché se sfragna: intervista ai BLOCKHEADS

13 aprile 2013

I francesi somigliano tutti a grosse oche

Qui ho parlato (bene) dell’ultimo disco della grind band francese, piccola gemma underground post-Nasum oggi pronta ad essere lanciata con forza in un mercato -un tantino più sicuro e coperto- da un’etichetta che ogni tanto ricorda di che pasta era fatto il suo catalogo storico. È con Nico (batteria) che scambio queste cordialissime parole e, in un lampo, mi rendo conto cosa diavolo significhi dedicare anima e corpo (e polmoni, se siete nei Brutal Truth) alla musica più irriducibile e priva di compromessi di sempre.

Ciao, ragazzi! Prima di tutto: che cosa è successo prima della pubblicazione del vostro esordio su Relapse? Come ci si sente ad essere supportati da una label così rispettata?
Ciao! Beh, sono successe un bel po’ di cose dall’ultimo disco Shapes Of Misery del 2006…Sappiamo che è passato un po’ di tempo tra le due releases ma nel frattempo abbiamo affrontato tre cambi nella line-up. Abbiamo anche partecipato ad uno split con i nostri amici svizzeri Mumakil (anche loro con un un nuovo disco su Relapse, nda) e pubblicato un Dvd contenente due concerti. E anche per questo disco c’è voluto un po’ di tempo…
Per quanto riguarda la Relapse, è un grande piacere stare con questa label, per quanto per il nuovo disco ci sia servito molto più tempo rispetto al passato, soprattutto se pensi a quanti ancora non ci conoscevano. Se ti interessano gli esordi della band, abbiamo cominciato nel 1992 e pubblicato quattro dischi prima del This World Is Dead: Last Tribes (1996), Watch Out (1998), Human Parade (2001) e il già citato Shapes Of Misery del 2006.

Ho notato che avete pubblicato split con band grind perlopiù note in Francia e Svizzera come i Mumakil (anche loro su Relapse) e i Nostromo. Ci sono altre band da tenere d’occhio?
È difficile da dire perché non sono poi tanto aperto alle nuove cose, e non perché sia di vedute ristrette, direi più per la mancanza di tempo… Di solito scopro le band con le quali mi trovo a suonare ma già nel 1997 facemmo uno split con gli austriaci Mastic Scum. Credo che sia dovuto al fatto che ci piace fare split solo con chi conosciamo personalmente. Per dire, non abbiamo mai avuto la possibilità di fare split con band giapponesi o americane, magari un giorno.

Pensate che il grind in Europa abbia qualcosa di diverso se paragonato allo stile americano? Intendo, notate che le band americane sono più interessate alle tematiche truculente e annessi? A quale genere siete più legati?
Dal nostro punto di vista il grind deriva essenzialmente dal punk e non direi che le band siano più interessate ai temi ‘gory’. Prendi i Magrudergrind, ad esempio. Ma è vero anche che ci sono numerose band americane più esposte sul versante brutal death, e quello non è grind. A parte me, agli altri non interessano affatto, insomma. Siamo perlopiù legati ai vecchi generi crust, grind e sludge. Ad ogni modo, anche in Francia e nel resto d’Europa molte band sono attratte dal gore. Tipo Haemorrhage, Sublime Cadaveric Decomposition, Depraved, Last Days Of Humanity… Andava molto di moda negli anni Novanta, insomma. Non lo seguiamo molto ma in Europa c’è stato eccome. 

Ascoltando il vostro nuovo disco mi sono reso conto di quanto i Nasum abbiano influenzato band moderne come la vostra. Suonate sicuramente più aggressivi e meno melodici ma senz’altro alcune tracce da This World Is Dead possono ricordare Human 2.0. Che ne pensate?
Senza dubbio, i Nasum sono stati una grande influenza per i Blockheads. Suonavano un genere fantastico, hanno pubblicato alcuni dischi eccellenti in quanto a ricerca dei suoni, metodo di composizione e stesura dei testi. In genere, ci influenza ciò che ascoltiamo più spesso, senza intenzione di copiare, chiaramente. Ma quando penso alla mia band in termini di violenza, energia ed efficienza, non posso negare l’influenza dei Nasum. Ci sono delle loro idee che è venuto naturale adoperare nel processo di composizione del disco. D’altro canto i Blockheads sono una band fortemente old school, e quindi le influenze si estendono a tutte quelle band crust e sludge che ascoltiamo abitualmente. Giusto per essere completi, abbiamo suonato con i Nasum alla fine del 2004, e perfino registrato il nostro quarto disco con Mieszko poco prima della tragedia che ci ha profondamente scioccato, anche a livello personale.

sempre più oche

Alcuni vostri dischi sono usciti su Bones Brigade. Per il futuro resterete con Relapse o ci sono altre indie con cui lavorerete?
Penso che continueremo su Relapse. In realtà Last Tribes e Watch Out erano autoprodotti e Bones Brigade li volle ripubblicare su un unico disco nel 2000 (From Whomb To Genocide) prima di pubblicare Human Parade, sempre su Bones Brigade. Shapes Of Misery uscì su Overcome, una label francese poco dopo andata in bancarotta. Per ora stiamo bene su Relapse, in futuro vedremo.

Che ne pensate dello stato attuale del grind? Avete apprezzato i nuovi Napalm Death, Brutal Truth e Pig Destroyer? Quali sono i vostri dischi grind preferiti?
Scum! E, personalmente, il secondo disco della raccolta dei Nasum Grind Finale (come ti capisco). Per il resto, è difficile dire. Sì, ci piacciono gli ultimi dischi dei Napalm e alcuni di noi hanno pure apprezzato i recenti Brutal Truth ma non so dirti dei Pig Destroyer
Per noi le migliori release furono proprio quelle che contribuirono a stabilizzare il genere: i primi due Napalm Death, Bolt Thrower, Carcass, Brutal Truth, il primo Terrorizer… Oggi come oggi il grind è troppo vicino al brutal, troppo metal, troppo pulito. Non tutti suonano così, alcune band underground ti riportano proprio alla prima era del grind.

Oltre vent’anni di storia, numerosi dischi e persino un Dvd. Come descrivereste tutti questi anni nell’underground francese?
Wow, è difficile da mettere giù in poche parole! In tutti questi anni l’underground francese è stato attivissimo e lo è ancora oggi. Sono molte le persone coinvolte che condividono quest’esperienza, e questo aiuta molte band a fare più di quanto non potrebbero in termini di tempo e spostamenti. Come in ogni paese, il nostro underground ha molti appassionati che si tengono in contatto e danno vigore alla scena. Le nuove tecnologie non fanno che alimentare questa contaminazione.
All’inizio, il nostro cantante Xav perdeva un sacco di tempo a scrivere a tanti appassionati (e questo aiutò la band ad ingranare) ma dopo un po’ questo non fu più possibile per lo sforzo che richiedeva. I primi dischi, inoltre, furono composti a breve distanza l’uno dall’altro e questo ci impedì di suonare troppo in giro, anche se ci aiutò a spargere il nome. Tutti gli show che abbiamo tenuto (o quasi tutti) sono stati grandi momenti per noi, soprattutto grazie alle persone che hanno reso tutto ciò possibile. Alcuni posti non sono stati proprio il massimo in quanto ad alloggio o al cibo…ma c’è sempre stata passione. Ed è proprio ciò che i Blockheads difendono più strenuamente: la passione, non le condizioni infime! La scena underground c’è stata, c’è e sempre ci sarà, ne siamo sicuri, e il fatto che tanti giovani stiano approcciando la scena con tanta energia ne è la prova.

Pensate che questi siano anni buoni per i generi estremi? Per esempio, a guardare quanto hanno fatto recentemente Southern Lord, A389 o Relapse, credete ci siano ancora grandi possibilità di mercato per le band underground senza che queste possano svendersi?
Non credo di essere d’accordo con la domanda in sé. Non è che la musica estrema sia fatta per vendere milioni di dischi. E in quanto allo svendersi, dipende quanto una band voglia basarsi sugli show o sulle vendite. Una band underground non dovrebbe dipendere da questo, è tutto un fatto di scelte e di auto-investimenti. Se vuoi farti una band per campare, bhe, non suonare generi estremi. Ma in nessun modo questo significa che le band indipendenti non possano piacere a sempre nuove persone.

Grazie per il tempo concesso e complimenti per This World Is Dead, uno dei dischi più interessanti che io abbia ascoltato in questi anni. Keep on grinding! 
Grazie a te per l’interesse, supporto e le parole gentili! Be sure we’ll keep on grinding!

4 commenti leave one →
  1. 14 aprile 2013 15:30

    Non sono d’accordo con loro, sono dei reazionari allucinanti, cioè ma si può nel 2013 citare ancora Scum e Grind Finale? Che va benissimo per carità, perché l’ultimo disco è fantastico, ma il senso di suonare come vent’anni fa io non ce lo vedo.

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  2. sergente kabukiman permalink
    14 aprile 2013 22:47

    in effetti il loro ultimo disco è davvero sorprendente

    Mi piace

Trackbacks

  1. MUMAKIL – Flies WIll Starve (Relapse) | Metal Skunk

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