TORTURE KILLER – Phobia (Dynamic Arts)

Torture-Killer-Phobia-2013Perché? Dopo aver ascoltato quest’ultimo lavoro dei Torture Killer, l’unica domanda che ho in testa è: perché? Perché produrre un disco del genere? Perché rovinare così una combo di dischi tutto sommato carucci culminata con l’ultimo Sewers? Perché ridursi a diventare la brutta copia dei Six Feet Under ai tempi di Maximum Violence? Domande che apparentemente non hanno risposta, ma partiamo dal principio.

Phobia esce a 4 anni di distanza dal predecessore, Sewers, un disco che ritengo ad oggi l’apice compositivo della band finlandese, capace di condensare death metal di matrice US con quel gusto per la melodia che solo i nordeuropei sanno sfruttare a dovere. Passano tre anni ed esce un ep, I Choose Death, gradevole, che procede sulla falsariga tracciata dal precedente album e lascia ben sperare per il futuro. Arriva il 2013 ed eccoci ad avere per le mani questo Phobia. Un disco che sa di presa per il culo lontano chilometri: stupido, insipido, piatto come una lastra di marmo, in buona sostanza inutile. Ve lo confesso, ho fatto una fatica immane per arrivare alla fine del platter, questo perché è stato un calvario anche solo cercare di mantenere la concentrazione su delle canzoni che non sanno assolutamente di nulla e di cui ti dimentichi ancora prima che finiscano, figuriamoci ricavarne un giudizio ponderato. Ok, lo so già che alcuni di voi mi staranno insultando, pensando che io mi aspettassi di trovare chissà quali innovazioni, ma siete fuori strada. Ho inquadrato i Torture Killer già ai tempi di Swarm!, album che me li fece subito considerare come dei cloni spudorati dei Six Feet Under senza arte né parte, salvo poi emergere dall’anonimato con il già citato Sewers. Non mi aspettavo pertanto nulla di spettacolare, solamente un disco death metal alla vecchia maniera, senza fronzoli e con le giuste  idee al posto giusto. In quel caso l’avrei liquidato con un 6 in pagella e tanti saluti ma qui signori, qui si tira in ballo il principio, non so quale fosse la fonte d’ispirazione per i Torture Killer, se le droghe pesanti, gli splatter di serie Z o i rituali d’accoppiamento del bufalo argentino, qualunque cosa fosse spero che sia una défaillance momentanea perché veramente non ho altre parole per giustificare una boiata di questo calibro. Non so se l’avete capito, ma ho cercato di spremermi fino all’ultimo neurone per inventarmi qualcosa di concreto da scrivere che non fosse una sequela infinita di MERDAMERDAMERDA… Ma è davvero difficile parlare del nulla, pensate recensirlo. (Luca Bonetta)

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