Do you (still) dream of me?

Johan, che ne pensi degli ultimi vostri lavori?

Gli amici giornalisti mi insegnano che se un cane morde un uomo il fatto è insignificante, se invece è l’uomo a mordere il cane allora è una notizia. Così ho pensato che se i Tiamat fanno un nuovo album chissene frega, se invece ne fanno uno bello… E’ vero, ho sparato alle mosche col bazooka. La critica testé mossa alla qualità degli ultimi album prodotti da Edlund e soci è ben poco velata, cionondimeno credo possa essere facilmente accolta da molti. Sicuramente da coloro che hanno sognato i Tiamat e con i Tiamat fino a Wildhoney (compreso). Il mio amore incondizionato verso quel disco è fatto noto e risaputo. Ne feci un panegirico psichedelico un paio d’anni fa. Questo gruppo è stato tanto importante per la mia crescita musicale quanto il latte di mamma per le ossa. Tanto l’amore era puro che avevo apprezzato anche i successivi A Deeper Kind e Skeleton, in maggior misura il primo e di meno il secondo. Ricordo che di fronte al fatto compiuto del cambio di stile la delusione era stata a dir poco cocente, sebbene i dischi contenessero brani molto belli. Nel complesso il tutto appariva talmente sfocato al confronto col più recente passato (per non parlare di quello meno recente) da svanire presto in una nuvola di fumo. I rincoglionimenti solisti di Johan (poi manco tanto malaccio), le canzonette di Judas Christ, la prevedibilità successiva e più in generale il calo drastico di quel po’ di voce rimasta in canna erano tutti elementi che contribuivano a lavorare ai fianchi del mito per distruggerlo. Ciò nonostante il mito è ancora vivo, un bel po’ claudicante, ma vegeto, almeno per me. Amarezze e delusioni d’amore a parte si voleva comunicare qui l’uscita di un nuovo, goticone e pipparolo, video dei Tiamat tratto dal prossimo venturo cd The Scarred People, la gente sfregiata. Il fatto non è ancora una notizia ma potrebbe anche diventare tale perché il pezzo non mi è proprio dispiaciuto. (Charles)

6 commenti

  • Ho sempre creduto che il tanto osannato Wildhoney non fosse altro che un singolo mascherato da album, con quel gioiello di Gaia splendente tra brani di scarto a cavallo del passato semi-death del gruppo e il principio di invaghimento psichedelico che sarebbe esploso in A deeper… La musica dei Tiamat che preferisco però è proprio quella più vicina alle canzonette pop-gotiche di Skeleton-Judas-Prey, e dopo la delusione del precedente e scialbo disco di cui salvo solo il pezzo instrumentale, spero proprio che Endlund e compagnia siano tornati in tutto a quella forma canzone.

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    • Del precedente a me piace il pezzo col titolo in greco e poi voglio pensare che sia una idea della sua fidanzata di Salonicco. Wildhoney non lo si può svilire separandolo in brani perché è una cosa sola. Ma Clouds è piaciuto solo a me?

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      • Stai parlando di questo brano? E’ proprio il pezzo strumentale di cui parlavo.

        Che sembra la versione meridionale di A warm place dei NIN.

        Wildhoney non l’ho mai interpretato in questo senso. Riproverò a riascoltarlo.

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      • mikeleromani77

        Clouds è epocale.

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