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Uomini sull’orlo della demenza senile: STEVE HARRIS fonda un nuovo gruppo

20 luglio 2012

La maggior parte degli uomini ultracinquantenni è destinata prima o poi a inforcare la strada del rincoglionimento totale. Questo vale soprattutto per coloro che hanno avuto un discreto successo nella vita. Magari si sono sposati presto e hanno avuto la stessa donna per tutta la vita. Poi fatti i soldi e un nome rispettato nel proprio entourage gli scatta dentro quell’ansia di cambiamento, un’insoddisfazione latente che li porta fondamentalmente a fare una cavolata dietro l’altra tipo tradire la moglie, buttarsi in un investimento alla cazzo e disperdere così il patrimonio e l’unità della famiglia, invece di goderseli entrambi in santa pace. È un’età difficile, forse la più difficile dopo l’adolescenza. Della stessa ansia di strafare mi sembra afflitto Steve Harris: la stessa Maiden per tutta la vita e adesso sente che manca un’esperienza nuova.

Dietro al vetro dello studio di registrazione ci sarà Kevin Shirley, già con gli Iron Maiden da Brave New World in poi e che ha lavorato per Dream Theater, Petrucci e altra bella gente. Questo mi fa pensare che il primo album solista di Steve Harris (chissà se ce ne saranno poi degli altri) potrebbe contenere una vena prog che non ti aspetti anche perché libero dal giogo di un suono tradizionale e canoni da dover rispettare. Fondamentalmente però rispetto a quanto comunicato sul sito ufficiale (ma basti solo far caso al nome semplice e un po’ banalotto che si è scelto, la copertina e la track list con titoli che evocano giovanilismo defender da una parte e malinconie senili dall’altra) si intuisce che British Lion dovrebbe suonare piuttosto classic heavy & hard rock, con qualche ballata di intermezzo e forse un po’ di sperimentazione qui e là. Fino ad oggi solo Bruce Dickinson aveva saputo dimostrare che a camminare con le proprie gambe si poteva arrivare lontano. A mio parere infatti, nonostante i primi traballanti tentativi e fondamentalmente solo dopo aver trascinato con sé Adrian Smith, Bruce diede grande prova di bravura con Accident of Birth e The Chemical Wedding (quest’ultimo acme assoluto mai raggiunto prima e mai superato dopo in quanto a bellezza, varietà e potenza vocale). Gli altri componenti del neo-gruppo di Harris è gente che non ha un grande palmares: Richard Taylor al microfono, David Hawkins alla chitarra e un altro paio non meglio specificati. Non so dove Harris voglia o possa arrivare con questi qui.

Nella migliore delle ipotesi prevedo un album onesto, da svago, e segretamente spero nel tuffo in un passato NWOBHM. Se ha da ‘esse revival che lo sia fino in fondo. Più che altro tremo solo all’idea che possa venir fuori una porcata delirante tipo Lou Reed in Lulu. Non ci voglio manco pensare. Harris ha una certa età ma non ancora un piede nella fossa. Siamo pronti Steve, stupiscici. A settembre il verdetto. (Charles)

7 commenti leave one →
  1. Helldorado permalink
    20 luglio 2012 10:54

    Certo che è una notizia spiazzante…se il sound fosse uguale a quello degli attuali Maiden si capirebbe che l’ipotesi rincoglionimento non è assolutamente campata in aria. Vedremo…

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  2. MorphineChild permalink
    20 luglio 2012 12:30

    se fosse bello anche solo la metà di un Accident o di un Chemical Wedding, sarebbe già una soddisfazione. se di contro risultasse più brutto degli ultimi Maiden, potremmo avere un degno concorrente alla sagra del disco boiata dell’anno!

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  3. 20 luglio 2012 12:54

    “The Chemical Wedding” è il miglior album degli Iron Maiden degli anni ’90. Ed uno dei miei dischi preferiti in assoluto.
    Vediamo cosa farà Steve. Come Charles, mi aspetto un album “onesto, da svago, NWOBHM”. Speriamo bene.

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  4. Nunzio Lamonaca permalink
    20 luglio 2012 13:27

    A me Balls to Picasso (dischetto discreto, suoni approssimativi, voce traballante e qualche filler di troppo) mi era piaciuto. Mi piaceva l’idea di una specie di cantautorato metal libero dalle solite cosette epiche e maligne che poi Bruce ha proposto coi dischi successivi. Su Steve non so proprio cosa dire.

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  5. Sancarlo permalink
    20 luglio 2012 23:23

    io gli iron li ho abbandonati da ‘a matter of life…’ quindi non credo che presterò attenzione a questo ennesimo divertissment, anche se qualche disco di Bruce non mi è dispiaciuto, in primis tyranny of souls

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